di Daniele Cibruscola

Gianluca Comotto vuole vivere in un mondo di cose semplici. Dove non esistono «ritiri terapuetici», soltanto «ritiri». Dove una sconfitta è un sconfitta, un pareggio è un pareggio, un calo di forma e risultati «è solo un calo di forma e risultati. No, non credo che la squadra abbia avuto un attacco di panico il mese scorso». Cuore di capitano. Quello del Perugia. Che con garbo (e fermezza), con convinzione (e buone doti diplomatiche) prova e riesce a conciliare le posizioni di tutti nella settimana del dopo-ritiro biancorosso.

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Ritiro giusto Difende in primis la scelta di Santopadre, Comotto. Pure se pensa che «le quattro partite senza vittorie non sono frutto di un attacco di panico». «Piuttosto – ha spiegato martedì, in conferenza stampa – di un insieme di fattori, tra cui di certo il valore degli avversari. Il ritiro comunque lo abbiamo accettato, la posta in palio è molto alta e qualsiasi decisione ci va bene, ci mancherebbe. Poi stiamo bene tra di noi, siamo un bel gruppo: i giorni a Roma ci sono serviti per comunicare e per cementare i rapporti».

Il silenzio di Camplone Ma il capitano è il capitano di tutti. Quindi pure dell’allenatore, Camplone. Che non sembra aver gradito gli appunti della società nei giorni scorsi, e che per questo, fino a data da destinarsi, si è autoimposto il silenzio stampa. «Cosa ne penso? Penso che tutti in questa squadra abbiano voglia di fare fatti e di dire meno parole. Il silenzio del mister è condivisibile – sentenzia -. E se anche questo può servire a tenere alta la concentrazione, beh, sono con lui».

Da Barletta a L’Aquila La partita giocata e vinta contro il Barletta. Quella ancora da giocare, perciò da vincere, contro L’Aquila domenica prossima. Due cose ben distinte, secondo Comotto: «Il Barletta è un avversario di caratura inferiore rispetto a quelli affrontati di recente (Prato, Pisa, Benevento e Catanzaro, ndr). L’Aquila invece sarà un bel banco di prova, dovremo fare qualcosa più e meglio di quanto fatto domenica scorsa». «Non possiamo permetterci di lasciare niente al caso», insiste. Il Perugia, proprio per questo, anticiperà la partenza per l’Abruzzo, con annesso mini-ritiro, a giovedì.

«Pensare poco, giocarle tutte» La classifica adesso dice che il Grifo è lì, a un passo e un dito (meno tre punti) dal Frosinone capolista. «Ai risultati delle altre però non pensiamo. Ce ne siamo preoccupati pure troppo in passato», taglia corto Comotto. «Poi resta un fatto: se vinciamo sette partite siamo in B, no? Quindi è bene concentrarci su di noi». La ricetta dunque è servita: «Pensare poco. Affrontare, e pensare, una partita alla volta. Quella di L’Aquila sarà fondamentale. Lo saranno tutte. Saranno tutte, dico sul serio, come un’autentica finale».

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