Battistini e Balistreri dopo il goal del pareggio (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Alla fine di un cammino di passione lungo 101 minuti, alla fin del quale il Grifo batte il Milazzo e torna in testa da solo, il tecnico del Perugia Pier Francesco Battistini sbotta. «Più che uno sfogo è una constatazione» dice lì vicino il direttore generale Luigi Agnolin ma tant’è, Battistini è una furia con una parte della tribuna che lo becca e lo insulta da due anni. Plateale l’esultanza del tecnico rivolto verso la tribuna che al gol del pareggio di Balistreri abbraccia l’ex Campobasso e lo invita a girarsi verso chi lo stava beccando. «E’ stata una giornata nervosa – comincia Battistini – ma una parte dello stadio ci ha aiutato mentre un’altra no».

LA CRONACA DELLA PARTITA

Lo sfogo «Mi dispiace – continua – ma mi sono sentito dire di tutto: hanno toccato anche la mia famiglia e mia madre che non c’è più da anni. Mi hanno detto figlio di puttana, bastardo, pezzo di merda». Cose intollerabili piovute addosso al tecnico che nel mercoledì in cui ha riportato la sua squadra in vetta ha detto basta: «Sentirmi insultato dai miei tifosi – anche se qualche dubbio sulla genuinità della passione dei suddetti c’è – mi fa schifo. Tutto questo mi fa schifo, io credo che sia un clima creato apposta: c’è una fascia organizzata che si approfitta della mia bile che però sta finendo. La contestazione è legittima, ma in molti qui non sono onesti intellettualmente». Analizzando quello che è successo in campo invece Battistini parla di una «vittoria strameritata». «Il gol – dice – lo abbiamo preso alla prima palla concessa e in modo rocambolesco con una deviazione di mano di Anania. Peccato».

IL PAGELLONE DI MARIO MARIANO

La partita Il Perugia poi accusa il colpo, fatica a trovare tempi e modi giusti di fronte ad un avversario spesso irritante per le continue perdite di tempo (otto i minuti di recupero concessi nel secondo tempo, un mezzo record). «Nel secondo tempo – commenta Battistini – siamo stati fantastici per voglia, determinazione e intensità. Negli spogliatoi ho detto ai ragazzi di non ascoltare quello che gli urlavano. Ho scelto di alzare gli esterni (passando ad un 3-4-1-2, ndr) per spingere al massimo e di giocare palla a terra cercando gli esterni in modo veloce. Dal campo – conclude – occorreva un segnale importante, ora serve la forza di mantenere la prima posizione: di fronte a noi ci sono cinque finali e se saremo compatti e grintosi ce la faremo senza problemi. E poi vincere soffrendo dà ancora più gusto».

Balistreri: partita iniziata male Sulla stessa lunghezza d’onda è Pietro Balistreri, autore del gol del pareggio che parla di «una partita iniziata male: però bisogna capire che nelle ultime è difficile fare il calcio champagne. In questi campionati si vince con agonismo e fame e con un gruppo splendido come questo». Dopo il gol del vantaggio siciliano Balistreri ammette che «è subentrata un po’ di paura. Facevamo fatica a conquistare le esterne ma poi siamo stati bravi a sacrificarci, a lottare e a dare il massimo».

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