di Daniele Bovi
Mentre mancano meno di due settimane al calcio di inizio del campionato, previsto il 2 settembre al «Curi» contro il Benevento, il tecnico dei grifoni Pierfrancesco Battistini si gode l’arrivo alla sua corte di Francesco Di Tacchio, centrocampista classe 1990 di proprietà della Fiorentina, e cerca il nuovo equilibrio del Grifo prossimo venturo. «In queste due settimane – ha detto lunedì pomeriggio nel corso di una conferenza stampa – dobbiamo insistere sul lavoro fisico e su quello tattico che non abbiamo potuto far bene come volevamo».
Equilibri Riguardo al tipo di squadra e al modulo con cui dare la caccia alla B, Battistini spiega soltanto che «abbiamo i mezzi per far bene, specialmente in attacco dove possiamo far male a molti ma ci vuole un equilibrio che si può raggiungere in due modi: o si scelgono giocatori meno offensivi o a quelli in attacco si chiedono grossi sacrifici. Sto valutando questa cosa nella consapevolezza di avere un gruppo di ragazzi molto disponibili». Corsa e sacrificio degli attaccanti a disposizione del tecnico potrebbero quindi essere due delle qualità di un Grifo a trazione anteriore ma attento e bravo a coprirsi. Il precampionato viene definito «ottimo» da Battistini, che individua l’unico limite nel non aver giocato con delle parigrado: «Siamo andati – ha detto – dal Promano al Levante. Comunque una valutazione potremo farla dopo l’inizio del campionato».
La bastonata Il tecnico è tornato brevemente anche sul pesante ko contro il Livorno in Coppa Italia, una partita «buttata via in modo scellerato», giocata con una difesa rattoppata e dove, secondo Battistini, tolti i buoni primi 25 minuti è poi mancata la cattiveria giusta: «Quello che non accetto – prosegue – sono quelle espulsioni che hanno messo in difficoltà tutti. Tenendo bene a mente che comunque il bilancio della Coppa Italia è positivo, ha ragione Santopadre (presidente del club, ndr): una bastonata in faccia ci fa bene».
Ecco Di Tacchio La conferenza stampa è poi servita a Battistini per dare il benvenuto in gruppo a Di Tacchio: «E’ un giocatore con le caratteristiche tecniche e fisiche che ci mancavano – ha detto -: aggiunge centimetri (è alto 1,85 metri, ndr) al nostro centrocampo». A presentarsi poi è Di Tacchio stesso: «Sono un centrocampista centrale – ha detto – che cerca di coniugare qualità e quantità, posso giocare a due o a tre. Il mio modello? Ci sono molti giocatori che mi piacciono, tra questi Thiago Motta: forse è quello a cui assomiglio di più anche se lui è un campione e io ho tanta strada da fare». Strada che il 22enne a Perugia vuole percorrere così: «Non mi sembra neanche di stare in Prima divisione – ha proseguito -: qui ci sono grandi ambizioni che starà a noi trasformare in fatti. Sono qui con entusiasmo e umiltà, avevo offerte dalla B ma Perugia è Perugia, una città che ho scelto per la piazza, per il blasone e per la voglia di mettermi in discussione».
Entrate e uscite «Lo abbiamo preso – ha detto il ds della società Alvaro Arcipreti – nonostante la squadra fosse già definita, e lo abbiamo fatto perché è lui: è un ’90 ma ha già esperienze importanti e dimostrerà le proprie qualità. Ora le operazioni in entrata sono finite, definiremo solo qualche uscita». Uscita che con tutta probabilità avverrà a centrocampo dove c’è affollamento: «Se qualcuno avrà qualche occasione di andare da altre parti – ha detto Arcipreti – potrà farlo». L’ultimo elemento in entrata poi sarà in realtà Liviero della Juve, un esterno sinistro fuoriquota. Per lui la società chiuderà in settimana. Analizzando il prossimo campionato Di Tacchio spiega che sarà «molto difficile, ogni anno – osserva – viene fuori una sorpresa come è stato per Pro Vercelli e Juve Stabia. Noi siamo una buona squadra e ce la giocheremo partita per partita. Se vogliamo la B, tutte dovranno essere una finale».



