di Daniele Bovi
Lo spettro della Pianese ha accompagnato a tratti la partita di Mirco Barbetta, il tecnico in seconda che domenica ha guidato i grifoni alla vittoria contro l’Aprilia, scacciando così i fantasmi del ko rimediato nella scorsa stagione nel corso dell’altra sua unica panchina: «Gran merito di questa vittoria – ammette Barbetta – va a Giordano». Il portiere biancorosso infatti «ha salvato in più occasioni l’equilibrio della partita. Siamo tutti felicissimi per lui, pecca ancora di esperienza ma crescerà, ha solo 21 anni». Al tecnico in seconda sono poi piaciuti in particolar modo Carloto e Margarita «che in campo, anche se non segna, dà sempre l’anima». Meno, molto meno, è piaciuta la prima mezzora di buio totale: «Minuti molto difficili – dice Barbetta – eravamo in seria difficoltà di fronte ad un avversario rapido e aggressivo. In alcune occasioni, come sul palo preso da loro, siamo stati fortunati».
Ripartire a mille Poi, dopo l’intervallo, la musica cambia un po’: «Ai ragazzi – spiega Barbetta – ho detto che eravamo in difficoltà sul loro capitano (Cruciani, ndr) e che nella sua zona volevo più aggressività. In più ho detto di non rimediare altre ammonizioni e di conservare il risultato ripartendo a mille nel secondo tempo». Le cose sono in parte migliorate anche «grazie all’ingresso di Mocarelli dopo il quale siamo passati al centrocampo a tre occupando meglio gli spazi. Alla fine sono arrivati tre punti fondamentali». Barbetta spiega poi come dal suo punto di vista sui giocatori la tormentata settimana sul fronte societario non abbia avuto alcun effetto: «Noi – dice – viviamo ovattati e pensiamo solo a lavorare bene». La concentrazione ora è rivolta tutta al big match di Catanzaro, oggi vincente a Celano per tre a zero dopo aver sbloccato la partita solo intorno all’80’: «Dimostrazione – dice Barbetta – che giocare contro queste squadre che si chiudono non è facile per nessuno. Ora vediamo cosa succede mercoledì: loro vanno a giocare a Chieti (la partita sarà seguita da un osservatore biancorosso, ndr) e non sarà semplice, noi siamo fiduciosi e caricati anche alla luce del 2-0 che ci farà lavorare bene in settimana».
AGNOLIN RICHIAMA TUTTI AL SILENZIO. IL PAGELLONE DI MARIO MARIANO
Giordano: sono più sicuro Battistini, insieme ad Alvaro Arcipreti, ha visto la partita dal «siluro» sopra la tribuna stampa: «L’ha vissuta – dice Arcipreti – come se fosse stato in panchina. Nel primo tempo abbiamo sofferto per mezzora per meriti dell’avversario, al quale vanno i miei complimenti, e per demeriti nostri. Alla fine però credo che la vittoria sia legittima e meritata». Felice della sua partita è anche Daniele Giordano, partito tra le critiche e che ora si sta conquistando, a suon di parate, la fiducia dell’ambiente e di tutta la squadra: «Ora – dice – sono più sicuro, con gli altri ragazzi ci intendiamo meglio. L’Aprilia era messa bene in campo e noi siamo stati a volte disattenti. Il rigore parato? Avevo deciso da subito di buttarmi da quella parte». Daniel Margarita invece con la testa guarda già alla partita di Catanzaro: «Le motivazioni – osserva – per una partita così arrivano da sole. Andremo in un ambiente molto caldo ma non ci fa paura nessuno, speriamo di vincere. Anche con un autogol al 93’».
Vivarini orgoglioso Margarita è poi il «colpevole» dell’espulsione, come spiega con tono scherzoso il diretto interessato, del mister laziale Vivarini: «Conosco bene lui – dice – e i “lavori” che fa in campo. Sia sul rigore che sul fallo ha accentuato, io l’ho detto all’arbitro e questo mi ha avvertito che un’ulteriore protesta mi sarebbe costata l’espulsione. E così, dopo aver protestato su quel fallo, mi ha buttato fuori». Per il resto, Vivarini è orgoglioso della prestazione «di qualità» dei suoi: «Per mezzora – osserva – abbiamo fatte cose eccezionali costruendo palle gol e centrando anche un palo. Il Perugia ha una grande predisposizione a giocare per il risultato, hanno una sorta di autoconvinzione di essere forti: così a loro basta mezza occasione e fanno gol. Peccato, meritavamo qualcosa in più. Dobbiamo migliorare, costruiamo una grande mole di gioco ma becchiamo troppi gol». Sul big match di domenica invece, il tecnico laziale la vede così: «Il Catanzaro mi piace di più come squadra nel suo insieme e a gennaio si è rafforzato molto. Il Perugia però ha quelle individualità che fanno la differenza».


