Adriano Russo (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Felice» per poter lavorare per il terzo anno consecutivo a Perugia il direttore dell’area tecnica biancorossa Alvaro Arcipreti, fresco di rinnovo, getta le basi del Grifo che dovrà affrontare la C1. Le incognite, legate alla promessa riforma dei campionati e ai deferimenti derivanti dall’inchiesta sul calcioscommesse, sono molte. La certezza è invece quella di poter contare «su una buona ossatura – ha detto mercoledì Arcipreti – che dovrà essere ben rafforzata da 4-5 elementi di assoluto spessore. Fretta nell’allestimento però non ci sarà». Un’altra sta nella garanzia, data dalla società, di potere e volere investire tanto quanto quest’anno. Due delle pietre angolari della costruzione saranno con tutta probabilità il capitano Gianpiero Clemente e il centrale Adriano Russo: «Salvo stravolgimenti – osserva – tutti e due hanno voglia di restare e noi pure lo vogliamo». Con il capitano, legato al Grifo da un altro anno di contratto, si dicuterà la prossima settimana. In quella sede si capirà se il contratto sarà prolungato.

Budget all’altezza «Per quanto mi riguarda – continua Arcipreti – ho idee chiarissime sui giocatori, lavoreremo molto su giovani importanti con un budget che potrà permettere di costruire una squadra all’altezza». Poi, ovviamente, ci sono i contratti di mezzo e la volontà dei due presidenti, Massimiliano Santopadre e Gianni Moneti, di procedere con degli annuali. Una formula che però «potrebbe essere non un obbligo per tutti: magari – dice Arcipreti – per i più giovani si possono anche fare dei pluriennali». Un altro elemento utile per il prossimo campionato sembra essere, secondo le parole del direttore, Romano Tozzi Borsoi. Arcipreti non si nasconde e ammette che «da lui mi aspettavo di più ma io sono un suo strenuo difensore. Ha fatto un’annata sotto le aspettative ma per due mesi e più il suo apporto è stato determinante. Io sono un suo strenuo difensore e un giocatore come lui per la C1 va preso in seria considerazione».

Il nodo allenatore Il nodo principale da sciogliere rimane però quello dell’allenatore. Arcipreti anche in questo caso si espone e fa capire chiaramente, ma non è una novità, che a lui piacerebbe un altro anno con Pier Francesco Battistini in panchina: «La società sa qual’è la mia posizione – osserva – ma nessuna decisione è stata presa». Quel che è certo è che lui voce in capitolo sul tema ce l’ha eccome. Domenica al «Curi» si tiene la finale di ritorno della Supercoppa contro il Treviso per quello che è l’ultimo atto della stagione sportiva. Un appuntamento al quale si tiene parecchio: «Vogliamo essere cannibali – dice Arcipreti – e dobbiamo vincere». Il giorno dopo tutti intorno a un tavolo con Battistini: «Ci sarà un colloquio – dice – e vedremo come andrà, speriamo in una soluzione condivisa».

Balistreri dterminante Ripercorrendo gli ultimi mesi Arcipreti dice di essere sato «sempre ottimista. Questi successi sono da condividere con tutti. All’inizio poteva sembrare semplice e invece fare 87 punti è un’impresa importantissima che mi rende orgoglioso. Con la squadra e con Battistini abbiamo creato un fortino dove abbiamo condiviso sentimenti e valori e questo è stato determinante». Altrettanto determinante l’arrivo di Balistreri a gennaio, un mese «in cui eravamo primi e dove in teoria non avremmo dovuto fare mercato. Mi avevano anche detto se c’era la possibilità di cedere Carloto, che in quel momento non rendeva al massimo, e poi anche qui si sono visti i risultati».

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