Tifosi del Perugia al 'Bentegodi' di Verona

di Mario Mariano

Come a Salerno non solo nel risultato ma anche nella sorte avversa. Sorte che ha voltato decisamente le spalle a Nesta, che ha tutte le attenuanti del caso perché stavolta a tradirlo sono stati gli uomini chiave, quello che non dovrebbero sbagliare mai o quanto meno raramente. Gabriel ripete le incertezze della settimana precedente e stavolta ci si mette anche Vido a farsi bloccare il rigore che si era procurato, vanificando così quel pareggio che sembrava strameritato. Ancora avanti con le recriminazioni, perché ce ne sono a manciate, ma è chiaro che c’è anche da soffermarsi su aspetti che lasciano perplessi quali ad esempio un carattere fragile di fronte a tante avversità. Il portiere del Verona si supera nel convulso finale su Dragomir – doppio colpo di testa e doppio super intervento – ma qui è la forza di una squadra: il Verona del primo tempo pur in netta difficoltà e in vantaggio è riuscito a riacciuffare il risultato proprio nel momento più difficile. L’esatto contrario di quanto accaduto al Perugia. Anche stavolta c’è chi può andare a testa alta, senza avere nulla di cui vergognarsi e chi, invece, ha infilato errori a ripetizione crollando proprio nella partita che poteva rappresentare la svolta, su un campo difficile, contro una squadra tra le favorite per la promozione. Nesta non può essere censurato sulle scelte e neppure sulla strategia. La sua squadra, però, deve tirare fuori il carattere nei momenti topici della partita.

LA DIRETTA DI VERONA-PERUGIA

Gabriel: cosa gli sia accaduto non è facile da capire, le critiche del dopo Salerno, sacrosante, potrebbero aver incrinato quella sicurezza che aveva dimostrato fino a quel momento. Sul pari del Verona sembra non riesca a trovare la spinta giusta – questione di centimetri – per una deviazione sul tiro di Henderson. Sul gol di Di Carmine resta impalato sulla linea di porta ricordando il peggior Rosati. In crisi. Voto 4,5.

Ngawa: primo tempo all’altezza anche perché si fa carico di chiudere in velocità su Di Carmine. Riesce perfino a spingere sulla fascia creando qualche sovrapposizione interessante. Vistoso calo alla distanza. Discontinuo. Voto 5,5.

Cremonesi: il Verona gioca a sprazzi e quando va all’assalto non tiene più la bussola della difesa. Piazzamento sbagliato sul gol di Di Carmine, pur riconoscendo che l’ex grifone è abilissimo nello smarcarsi. Frastornato. Voto 5.

El Yamiq: tiene la posizione e dimostra capacità nel gioco aereo ma anche lui soffre le mischie veronesi. Timido quando si tratta di rilanciare il gioco, di cercare il centrocampista meglio piazzato per il passaggio in verticale. Sembra non voglia prendersi troppe responsabilità. Poco incisivo. Voto 5+ (dal 70mo Mazzocchi: il tempo di un paio di iniziative sulla fascia destra per crossare al centro negli assalti finali. Pratico. Voto 6).

Felicioli: sembra tarantolato specie dopo il primo tempo quando se la cava niente male. Ma presume troppo dalle sue qualità tecniche cercando giocate brasiliane. Vuol lasciare il segno ma alla fine non ripete la prestazione di Salerno. Pensasse meno allo spettacolo. Voto 5,5 (dal 78mo Falasco: da una sua iniziativa sulla sinistra, con cross perfetto, nasce la doppia occasione di Dragomir. Comunque troppo nervoso. Voto 6).

Verre: si piazza davanti alla difesa e dopo un avvio tanto lento prende in mano la situazione dimostrando di voler essere protagonista. Anche lui si arrende nella difesa quando saltano schemi anche per la fatica accumulata e il risultato negativo. Incostante. Voto 5,5, dall’86mo Bianchimano: toh, chi si vede, non sembra affatto emozionato pur affacciandosi alla prima squadra dopo tanta panchina. Voto ng).

Kingsley: dominatore della scena nel primo tempo, motorino che proprio perché deve fare esperienza è incapace di disciplinare le forze. Ripresa in calo evidente, va a togliere una palla che Melchiorri avrebbe potuto giocare sicuramente meglio. Gioventù. Voto 6).

Moscati: affonda una volta nel primo tempo e nasce un eccellente combinazione Vido-Melchiorri. Costretto a tamponare nella propria metà campo non conferma i miglioramenti intravisti a Salerno. Troppo preoccupato della fase difensiva. In ombra. Voto 5,5.

Dragomir: chiaramente in evidenza nella fase di possesso palla, nella visione di gioco, nelle conclusioni. Sfortunatissimo nel finale quando magari colpendo male il pallone avrebbe mandato il pallone in rete. Talvolta la troppa precisione non viene premiata. Ispirato. Voto 6+.

Vido: Protagonista nel bene e nel male perché l’assist a Melchiorri è da calciatore di livello superiore così come altre iniziative sul fronte d’attacco. Ogni volta che ha il pallone tra i piedi la squadra avversaria entrra in crisi. A tradirlo è solo aver cambiato idea nel calciare il penalty che si era guadagnato. Comunque decisivo. Voto 6-.

Melchiorri: gol del vantaggio con un cucchiaio alla Francesco Totti, utile nella fase di non possesso, si smarrisce nella difesa quando la squadra viene messa ko dagli eventi avversi. Merita di essere sostenuto nonostante il calo vistoso. La carta d’identità si fa sentire. Voto 6.

Nesta: la situazione di classifica si complica a dispetto degli evidenti miglioramenti della squadra e del gruppo creato dal nulla. Chiaramente ha mille alibi perché a Verona come a Salerno la sorte gli è avversa. Le grandi esperienze maturate nei club dove ha giocato e in nazionale dovrebbero essere una garanzia per non perdere la tramontana in questo periodo disgraziato. Fortunatamente è consapevole che nel calcio contano più i punti che gli applausi. Non solo sfortuna (Voto: 5.5)

 

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