di D.B.
Nel diluvio che si è abbattuto su Silverstone c’è un fulmine di nome Danilo Petrucci. Il pilota ternano, che corre con la Ducati del team Pramac, ha chiuso al secondo posto un mozzafiato gran premio d’Inghilterra, vinto da Valentino Rossi, mentre al terzo posto si è classificato il pilota della Ducati ufficiale Andrea Dovizioso. La gara si è corsa interamente sotto l’acqua, con il ternano protagonista di una rimonta meravigliosa che l’ha portato dal 18esimo posto della griglia di partenza fino al secondo, avendo anche per qualche giro visto da vicinissimo (poco più di un secondo il distacco), la sagoma di Valentino Rossi. Per il ternano si tratta del primo podio in carriera per quanto riguarda la classe regina. «A due curve dalla fine – ha detto Petrucci – ho cominciato a ridere, rido ancora e non mi rendo conto di quello che ho fatto. Non capivo perché Valentino si avvicinasse giro dopo giro così tanto, ho cercato di spingere ma la pioggia col passare dei giri è cresciuta di intensità e ho avuto un po’ paura».
Fighissimo «Sull’asciutto – ha detto poi il pilota umbro – non ero messo bene, speravo nella pioggia che mischiasse un po’ le carte, e le ha davvero mischiate per bene. Ho preso il jolly, partire dalla diciottesima piazza non era facile, mi sono messo lì piano piano, ho fatto una bella battaglia con Dovizioso e pensavo che gli altri mi venissero a riprendere, di poter commettere errori, ma alla fine è stata una figata. Nel finale ho pensato di poter prendere Valentino, ma gli ultimi due giri ho mollato. Ho detto vedi che ora non mi sveglio tutto sudato». E invece no, era tutto vero. Tra i segreti del pilota ternano, anche quello di venire dal cross: «Vengo dal fuoristrada – ha detto – e per me una pista che cambia a ogni giro non è un problema, per questo riesco ad andare più forte degli altri sul bagnato. In passato con moto meno competitive sono riuscito a fare anche un 12esimo posto, che per i più non significa molto, ma per il mio box era una vittoria, ora riesco ad andare più forte. Certo non credevo e non credo ancora a quello che è successo. Prima in gara credevo di giocare alla playstation, perché certi piloti così vicino a me di solito li vedo solo lì, spero di non svegliarmi di colpo nel mio letto».
Petrucci super Se il secondo posto di Petrucci, che peraltro è in sella a una Ducati del 2014, è il frutto della grinta e del talento, per Rossi si è trattato dell’ennesimo capolavoro arrivato su una pista che non l’aveva mai visto trionfare. La partenza è stata ritardata di 25 minuti dato che nel giro di warm up i piloti hanno segnalato che la pista non era adatta alle gomme lisce. La procedura quindi è ricominciata dall’inizio, con i piloti che hanno deciso di montare preumatici da bagnato. Rossi nei primi giri ha rimontato dalla quarta posizione alla prima, battagliando con Marquez fino a quando lo spagnolo, a otto dalla fine, non è caduto, disarcionato dalla sua Honda ufficiale e dicendo così addio a qualsiasi ipotesi di rimonta mondiale. L’altro pilota Yamaha invece, Jorge Lorenzo, dalla prima posizione è scivolato indietro fino alla quinta (quarta nel finale grazie all’addio di Marquez) e rientrando ai box ha fatto cenno a un problema di visibilità dovuto ad un appannamento della visiera. Quale che sia stato il problema, lo spagnolo non è mai parso in palla nell’acqua di Silverstone dove ha annaspato, mentre il compagno di squadra ha viaggiato come un motoscafo.
E tu che ci fai qui? Rossi quindi, in quella che era una gara decisiva dato che il mondiale, con i due piloti Yamaha appaiati, di fatto ripartiva da Silverstone, si riprende la testa della classifica che ora guida con dodici punti di vantaggio su Lorenzo. Bene anche la Ducati ufficiale di Dovizioso, che mancava dal podio da Le Mans. Una gara spettacolare, tesa grazie alla pioggia e un podio tutto tricolore che è il miglior viatico possibile in vista del gran premio d’Italia che si terrà a Misano dall’11 al 13 settembre. «È stato incredibile – ha commentato Rossi che scherzando, in parco chiuso, ha detto a Petrucci «e tu che ci fai qui?» -, il mio team mi ha preparato una moto fantastica, con un ottimo bilanciamento. Questa mattina mi sono svegliato con un’ottima concentrazione e guidando ho preso fiducia. Quando è caduto Marquez invece mi sono rilassato, pensavo di avere una decina di secondi e invece ne avevo quattro. Così ho cercato di allungare di nuovo provando a guidare al limite ma dolce».
Twitter @DanieleBovi
