Ancora un grande ospite per il consueto appuntamento settimanale di ‘Pallonate’. Mario Mariano e Daniele Sborzacchi si sono intrattenuti telefonicamente con Andrea Mazzantini, doppio ex in vista di Perugia-Venezia di sabato prossimo al ‘Curi’. «E’ sempre un piacere ritrovare Perugia in qualche modo – ha spiegato l’ex ‘Gatto Volante’-, perché il Grifo mi è rimasto nel cuore. I portieri di oggi? Sicuramente sono molto preparati dal punto di vista fisico, viene un po’ meno l’aspetto tecnico. Ai miei tempi spiccavano altre caratteristiche, io stesso uscivo molto dai pali, per certi versi non avevo paura di niente. Adesso si chiede ai portieri di giocare più con i piedi e partecipare all’azione, e gli stessi estremi difensori restano molto tra i pali. Sì, sono cambiate un po’ di cose ad iniziare dal potenziamento muscolare. Noi andavamo in palestra una volta a settimana adesso questo aspetto è molto più presente». Il Perugia di oggi annovera tra le sue fila due portieri considerati un lusso per la categoria: Gabriel Vasconcelos Ferreira e Nicola Leali che Mazzantini ha allenato la scorsa stagione, quando faceva parte dello staff tecnico di Roberto Breda.
Il Grifo di oggi «Gabriel insieme ad Audero è il portiere che nello scorso campionato mi ha impressionato di più, moderno ed attento. Leali nel periodo molto positivo del Perugia un anno fa è stato uno dei protagonisti, poi è stato sfortunato in alcuni episodi ma il valore del giocatore non lo scopro certo io. Io non so cosa poi è successo da un certo punto in avanti… Doveva sposarsi e forse è venuta meno un po’ di concentrazione, preoccupato magari dei preparativi». A lodare le caratteristiche esibite in tante partite col Grifo da Andrea Mazzantini, anche Francesco Totti nella sua autobiografia ‘Un capitano’… «Fa un piacere enorme essere stato ricordato da un grande campione come lui. Ho ricordi sia delle prestazioni contro la Roma, ma di solito contro le grandi mi esaltavo». Quale la partita che Mazzantini sbagliò con il Grifo? «In una trasferta a Verona, prima di essere battuto avevo compiuto parate straordinarie, mi sarei dato un bel nove in pagella. Ed invece, praticamente il pallone mi passò tra le gambe, segnò Seric con un tiro da lontanissimo. Volete sapere un aneddoto che non ho mai raccontato? Prima della partenza il mio grande maestro Piero Persico, una persona che porto nel cuore volle regalarmi una Mattonella dove era disegnato un portiere che si faceva passare il pallone tra le gambe. Bene, quella Mattonella ce l’ho ancora, diciamo che quella volta non mi portò fortuna». A chi è andata la Pallonata più importante della terza puntata? Se la sono divisa Figc, Lega B e il ‘capo’ degli arbitri Marcello Nicchi: non sono bastate quasi 300 presenze in serie A, tre lustri ad altissimi livelli nazionali ed internazionali per far scattare un minuto di silenzio in memoria del grande Luigi Agnolin, tra le altre cose anche ex dg del Perugia.
