
di Daniele Bovi e Ivano Porfiri
Finita la partita e ottenuta la certezza matematica della promozione, si libera la gioia anche di quelle istituzioni cittadine che nel Perugia di Damaschi hanno creduto fin dall’inizio. «Finalmente una bella giornata per il calcio perugino – dice il sindaco Boccali pochi minuti dopo il fischio finale – dopo tante passate amarezze. Perugia torna a far parte del calcio dei professionisti, come è normale per una società e per una città che hanno trascorsi tanto illustri».
I tifosi sognano E’ tanta la gioia che esplode in piazza IV Novembre pochi minuti dopo il fischio finale. Urla e balli che sanno di liberazione per tifosi che per troppo tempo non assaporavano il sapore della vittoria. E a chi indirizzare la rabbia, i supporters lo sapevano bene: tutti i responsabili del secondo fallimento in pochi anni e poi chi ha tentato di mettere i bastoni tra le ruote. Ce n’è per tutti: Covarelli, i soliti nemici della Ternana, i rivali per una piccola parentesi della stagione del Castel Rigone. Ma poi a venir fuori sono i vecchi cori: quelli dei bei tempi. E allora il sogno: torneremo in serie A. Sogna Grifo, oggi puoi farlo, la città riassapora il gusto dolce della vittoria. La festa è proseguita, comprensibilmente, fino a notte.

Boccali: tifosi incredibili «Sono felice – ha continuato il sindaco – prima di tutto per i nostri incredibili tifosi, che hanno seguito la squadra tra i dilettanti con la stessa passione di sempre. Sono felice per la società del presidente Damaschi, un gruppo di persone perbene e sagge, come non è tanto frequente incontrare in questo ambiente. Ma oggi è soltanto il primo passo, indispensabile per tirarsi fuori da una situazione per noi inconsueta. Ne faremo altri, se permangono la passione e la saggezza». «Infine vorrei dire – ha concluso Boccali – che abbiamo tenuto e curato il Curi come lo stadio di una grande squadra e di una grande società, altro che dilettanti, nella convinzione che comunque e dovunque giochi, il Perugia questo resti».
Arcipreti: ora serve mercato rapido e all’altezza Anche l’assessore allo Sport Ilio Liberati, presente a tutte le partite, ha sottolineato come «oggi è la giornata della festa, da martedì però cominceremo a pensare al futuro». Soddisfatto, e non potrebbe essere altrimenti, è il ds della società Alvaro Arcipreti: «Tempo per programmare c’è e qui c’è una società che ha le possibilità per fare un campionato di C al vertice. Ora serve un mercato veloce e con gente all’altezza: 5-6 innesti per fare un’ottima C2 e qualcosa in più se sarà C1. Fino a metà luglio però, come diceva il presidente, non sapremo che categoria affronteremo viste le tante possibili defezioni. Qualunque sia però, saremo anche in quel caso obbligati a vincere».
Fedeli: obiettivo centrato «Abbiamo la possibilità di portare giocatori motivati da questa piazza – dice poi Franco Fedeli, socio di patron Damaschi – con la consapevolezza però che più saliremo e meno potremo sbagliare. Oggi però gioiamo e basta: avevamo un obiettivo e lo abbiamo centrato»
