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venerdì 7 maggio - Aggiornato alle 21:49

Kouan, Elia e Minesso: i tre tenori. Monaco gladiatore. Stratega Caserta, il silenzio di Santopadre. Pagellone

Per Bianchimano la consacrazione, Sounas motorino inarrestabile. Murano riferimento, l’umiltà di Melchiorri è quella di un leader

Kouan e Moscati esultano (foto Fabrizio Troccoli)

di Mario Mariano

Da sempre si dice che in campo vanno i calciatori, ed è verissimo. Ma ci sono anche eccezioni a regole drastiche di uno sport che ha bisogno del collettivo ma anche di prestazioni straordinario dei singoli. Questa volta la prestazione super è dell’allenatore, capace di svolgere più ruoli in uno. Il pagellone parte proprio da Fabio Caserta, entrato in sintonia con l’ambiente quasi da subito , appena sfiorato dalle critiche anche quando la squadra andava incontro a pesanti ko, come quello di Mantova. Caserta ha risollevato l’ambiente, ha compattato una rosa che inizialmente non avevo né capo né coda, mettendo in pratica un metodo di gestione, magari originale, ma quanto mai efficace. Caserta è stato capace di non guardare in faccia a nessuno, mettendo tutti sullo stesso piano e questo suo senso di giustizia e trasparenza ha fatto abbassare la cresta a chi pensava di aver un posto fisso, visto che si sentiva calciatore di serie B. Quando a credere la promozione diretta in B probabilmente c’era solo lui, è riuscito a lanciare uno slogan dando forza al suo contenuto: #iocicredo è stato un tormentone convincente. Siccome anche il protagonista della promozione non è un extraterrestre, si rimpiccioliscono i suoi errori di quando ha puntato sulle due torri Vanno-Bianchimano. Voto 8,5

Minelli: arrivato a gennaio, seppure inattivo da mesi, si è fatto trovare pronto per sostituire Fulignati nel momento più difficile della stagione. E’ emerso che ha gestito la difesa con autorità e in più nelle rimesse ha fatto dimenticare la voglia di Fulignati di essere protagonista. Voto 7

Rosi: un finale in crescendo, tanto da smentire che con il lavoro si può annullare il peso della carta d’identità. Nella diatriba con la società per aver disputato una partita di paddle forse ha pagato un prezzo troppo alto ma lì è scattato l’orgoglio di Caserta è quello deve aver e avuto il suo peso. Voto 7-

Monaco: tra quelli che sono cresciuti di più sia tecnicamente che tatticamente. Da comprimario a protagonista, il passaggio non è stato particolarmente lungo perché ha capito di godere la fiducia dell’allenatore. Anche lui in quarantena, non si sa bene per quale motivo, ha risposto sul campo alle incomprensioni con la società voto: 7+

Angella: tra quelli più invisi ai tifosi per l’espulsione di Venezia. Confermare un “indesiderato” è stato rischioso, ma la scelta si è rivelata giusta. La categoria gli stava stretta, ma lui non ha giocato in punta di bulloni, ma con l’umiltà di chi sa adattarsi a tutti i livelli. Punto di forza della difesa nel momento in cui occorreva recuperare posizioni di classifica. Voto: 7

Crialese: Un testa a testa con Favalli, vincendo il duello a distanza con il collega, un crescendo rossiniano sul finale di stagione. Impetuoso e imperioso sulla fascia sinistra è stato uno dei segreti della straordinaria rimonta. Voto 7

Kouan: per lui stravede Castagner, che gli preconizza un futuro roseo, ma Caserta non è da meno: ha impiegato il ragazzo in più zone del campo, portandolo anche al goal e comunque disciplinando nelle forze. Generoso e irruento ha dato un apporto sul piano fisico non indifferente. Voto 7,5

Vanbalenghem: soldatino duttile, non ha fatto una piega quando Caserta l’ha utilizzato anche in difesa. Pochi lampi, ma tanta corsa, con rendimento in crescendo, come dire possiamo anche ripartire e io ci sono. Voto 6,5

Sounas: di un campionato lungo e anche contraddittorio, restano maggiormente impresse le ultime partite. Che il greco ha giocato con grande determinazione calamitando il pallone. Non è stato sempre così, ma tanto basta per ergerlo a protagonista nella parte finale. Voto 7

Elia: Non dite a Caserta che è un suo ‘cocco’ perché non è vero, piuttosto l’allenatore lo conosce benissimo ed è tra i giocatori che ha voluto con sé. Sciolto il dilemma terzino-ala, Elia è diventando protagonista decisivo nel gioco di rimessa e goleador importante. Voto 7,5

Murano: con Monaco è quello che è cresciuto di più. Fisicamente fortissimo, corsa imperiosa, è stato utilissimo per aprire varchi e per lanciare contropiede. Se era una scommessa, il Perugia l’ha vinta: 11 goal e tanti rimpianti a Potenza. Voto: 7

Minesso: trovargli una collocazione non era facile, una volta entrato ha conquistato la maglia a suon di gol. Neppure un infortunio non di poco conto lo ha messo k.o. Determinante anche lui perché difficilmente marcabile dagli avversari. I gol decisivi fanno lievitare il voto finale. Voto 7,5.

Burrai: C’è chi lo ha battezzato “lento” fin dalll’inizio, senza sapere che era lento anche Cappello oppure Agroppi, ma avevano altre qualità. Fatte le dovute proporzioni, Burrai ha portato legna in cascina; magari da lui si aspettava di più, ma le sue geometrie a centrocampo hanno aiutato la squadra nei momenti difficili. Voto: 6+

Bianchimano: Da fenicottero a bomber decisivo, capace di risolvere le partite partendo anche dalla panchina. Sarà un dei giovani più interessanti della cadetteria, perché per lui è arrivato il momento di non è essere considerato un pacco postale. Voto 7+

Favalli: In concorrenza con Crialese, ha perso qualche treno anche per via di troppi infortuni. Voto 6+

Fulignati: doveva cancellare quella bottiglietta scagliata contro l’assessore Varasano al termine della partita con il Pescara. Diciamo che è riuscito a farsi perdonare per quel gesto, ma il suo rendimento è stato alterno. Censurabile sui tiri da lunga distanza, ha dovuto lasciare il posto a Minelli perché in evidente confusione. Voto 6

Falzerano: Vado, non vado: per intere settimane il suo destino è stato incerto, anche perché non in sintonia con Caserta. Quando ha capito di doversi allineare, l’allenatore lo ha premiato incoraggiandolo e utilizzandolo non solo partendo dalla panchina. Almeno una decina di partite a livello superiore, per riscattare la stagione della retrocessione. Decisivo quando il gioco era di livelli modesti, ha fatto la differenza. Voto 7-

Melchiorri: gli acciacchi lo hanno tradito durante tutta la stagione, togliendogli la possibilità di essere protagonista. Di conseguenza ha accettato di partire dalla panchina portando acqua alla causa . Voto 6,5

Cancellotti: diligente sulla fascia destra, ma quando Rosi ha ingranato le marce alte per lui non c’è stata più gloria. Voto 6+

Negro: giovane di belle speranze, sfortunato anche dopo l’intervento chirurgico al ginocchio, ma anche lui si è reso importante alla causa in assenza di Angella. Voto 6+

Vano: le credenziali non erano eccellenti, spesso entrato dalla panchina è riuscito a rompere il giaccio anche lui. Voto 6

Sgarbi: anche se è mancato all’appello nelle ultime partite è stato importante come difensore e come goleador, sbloccando partite complicate. Voto 6,5

Moscati: Non è stato soltanto una portafortuna, ricordando il gol promozione del 2014 contro il Frosinone. Disciplinato e cursore infaticabile, ad un certo punto della stagione sembrava inamovibile, ma Caserta ha estratto dal cilindro altre soluzioni e per lui c’è stato meno spazio. Voto 6,5

Di Noia: duttilità e voglia di rilancio. Utile per far tirare il fiato a qualche compagno. Voto 6

Santopadre: ha scelto il silenzio per tutta la stagione, sopportando insulti e dileggi vari. In lui ha prevalso la pazienza, non certo la rassegnazione. Ha meditato la rivincita su tutto e tutti e ci è riuscito. Sicuramente farà tesoro degli errori commessi, perché sbagliare è umano, perseverare diabolico. Sembra di capire che ha colto l’aspetto migliore della delega: pensare i controllare anche i calzini dei calciatori non produce frutti, così come altre rigidità gestionali. Riferiscono che è cambiato anche il suo rapporto con la squadra. Rarissimi i suoi interventi vulcanici: numero dispari inferiore a tre. Voto: 7+

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