Aldo Agroppi con la maglia del Perugia

di Mario Mariano

«Volevo tranquillizzare i tifosi del Perugia sullo stato di salute di un loro beniamino, Aldo Agroppi». Al telefono è Walter Novellino che appena appresa la notizia che il suo ex compagno di squadra era stato ricoverato in ospedale, a Livorno, non ci ha pensato su un attimo ed è corso da lui. «Ci siamo abbracciati ed abbiamo pianto perché non ci vedevamo da qualche anno  – dice Novellino a Umbria24.it – e per la verità i nostri rapporti negli ultimi tempi si erano guastati, ma di fronte a queste cose tutto passa dietro le spalle. Aldo non ha perduto il suo proverbiale buonumore, nonostante il grande spavento e un piccolo intervento per far “ripartire” il cuore. “Bischero, io ti ho sempre voluto bene, anche quando ti ho criticato lo facevo per il tuo bene”, questo mi ha detto in quei 3-4  minuti che mi sono stati concessi per poter stare con lui in camera».

«Cotenna» sta bene E’ ancora commosso Novellino, ma felice di poter far sapere ai tifosi del Grifo che «Cotenna», il soprannome dell’Agroppi calciatore, è fuori pericolo. Ha riabbracciato anche Nadia, la moglie di Aldo Agroppi, ed i figli Nilio e Barbara che aveva frequentato ai tempi del Perugia dei miracoli: «Arrivammo assieme al Perugia io ed Aldo, abitavamo nello stesso condominio e fu proprio frequentando casa sua – spiega Novellino – che conobbi mia moglie Graziella. Lui mi incoraggiò a frequentarla  perché aveva capito alla svelta che sarebbe stata la donna della mia vita, anche in seguito i suoi consigli mi sono stati utili, ma qualche anno fa, quasi di colpo i nostri rapporti si interruppero. Io allenavo il Torino e le cose non andavano come avevo sognato ed Agroppi, che alla maglia del Toro è legatissimo, rilasciò una intervista che mi fece arrabbiare. Disse apertamente che se le cose non andavano la colpa era anche la mia perché non avevo saputo scegliere i giocatori giusti e non avevo chiesto a Cairo quelli che ci avrebbero permesso la promozione. Ci rimasi male, neppure una telefonata di spiegazioni. E sì che gli avevo fatto sapere che da lui un comportamento del genere non me lo sarei aspettato».

Il Paradiso può aspettare «Mica potevo far finta di nulla – disse Agroppi -, lo sai come sono fatto: ho sempre detto pane al pane e vino al vino, Novellino si dia una ridimensionata e capisca che anche lui al Torino ha sbagliato». A distanza di tempo Agroppi ci ripeteva queste cose, e a nulla valse ricordargli l’antica amicizia, che sembrava a prova di bomba: «Se vuole fare pace, deve chiamarmi e chiedere scusa». Insomma un ping-pong che è andato avanti fino a mercoledì pomeriggio quando i due vecchi  compagni di tante battaglie per la stessa maglia, quella del Grifo, si sono riabbracciati. «Mi sento sollevato-  ha infine commentato con un sospiro “Monzon” – in un colpo solo ho ritrovato un amico e per di più ho saputo dalla sua viva voce che …il Paradiso può  ancora aspettare».

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