lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 07:31

Il ‘ribaltone’ del Grifo è di rigore. Iemmello glaciale, il Pagellone

Angello debutto in crescendo, Falzerano imprendibile. Vicario soffre la concorrenza di Leali? Le scelte di Oddo pagano ancora

Pietro Iemmello al tiro ©️Fabrizio Troccoli

di Mario Mariano

In affanno, impacciato, involuto e potremmo proseguire: questo è stato Il Perugia del primo tempo, o almeno fino ad una manciata di minuti dal primo rigore trasformato da Iemmello. Quel pareggio sul filo di lana del primo tempo ha cambiato le carte in tavola e il Chievo cosa altro poteva fare se non recriminare per le occasioni fallite per mettere al sicuro il risultato? Ci siamo chiesti se la vecchia regola del goal fallito, goal subito fosse ancora valida, era la sola speranza che restava al Perugia che l’ha subito valorizzata. Nell’intervallo deve essere accaduto qualcosa : come non pensare che Marcolini, pur debuttante, non abbia urlato e magari provato ad accusare qualcuno dei suoi di alto tradimento per quelle occasioni a porta sguarnita con un Vicario impacciatissimo? Ribaltone nella ripresa, una musica completamente diversa, Chievo quasi subito in affanno, ritmo elevato dalle retrovie, un Perugia che cresceva di minuto in minuto. Come a pensare che Oddo non si preoccupa delle partenze lente, convinto che alla distanza i suoi prima o dopo vengono fuori. È così è stato. Una trasformazione che rafforza il concetto che nel calcio ha un valore fondamentale il fattore mentale. Al primo errore il Chievo ha pagato dazio, e al secondo pure, con il rigore bis di Iemmello. Ma nel mezzo, c è stato tanto gioco. Partenza lenta anche per una formazione a trazione anteriore, con Melchiorri a sostegno di Iemmello, una intesa da trovare, meccanismi che non si realizzavano, anche per lo strapotere fisico del Chievo, che si è schiantato prima da solo e poi ha finito per lasciarsi dominare da una squadra che ha preso coraggio. Un esempio per tutti : Di Chiara costretto ad agire in un fazzoletto perché pressato da due o tre avversari ed infine nella ripresa a briglia sciolte.

Vicario : ci sarà da capire il perché di certe indecisioni, di uscite alte con affanno e pallone che gli sfila tra le mani. Senza voler gettare la croce addosso a lui o a chiunque altro gli gravita intorno, va capito se magari avverte il fiato sul collo di Leali. Voto :5

Rosi : Timido è preoccupato all’inizio, dalle sue parti si infilano in tanti.Come i compagni nella ripresa cresce a vista d’occhio e gli si possono perdonare anche un paio di passaggi sbagliati perché viaggia a briglia sciolta, lui che pure non è un fulmine di guerra.Voto: 6.5

Gyomber : Deve capire come uscire sul portatore di palla perché l’intesa con Angella è da primi giorni di scuola, va in tilt in un paio di occasioni quando il Chievo arriva dalle parti di Vicario con grande facilità.Voto :6.5

Angella : Partenza lenta, sembra addirittura smarrito, pur non essendo un giovanissimo. I suoi 30 anni lo aiutano a non sbandare più di tanto, cambia zona con Gyomber e alla fine anche lui puoi bagnare il debutto con una sufficienza in virtù di una ripresa in discesa. Voto: 6

Di Chiara: Senza ripetersi, in lui le due facce della squadra, in lui il trascinatore verso i primi tre punti. Voto :7

Carraro : Surclassato quando il ritmo era forsennato, ma l’autonomia nel calcio conta eccome è così quando gli altri hanno il fiato lui ha la lucidità di gestore palloni preziosi. Voto: 6+

Dragomir : Prova a contrastare ma con poco costrutto, prova a costruire e prova pure a tirare sempre con la voglia di riscattare lo stentato avvio.È tenace. Voto: 6,5

Falzerano : sicuramente non gli passa per la testa l’idea di trasferirsi al Benevento di Inzaghi. Lotta e cambia ripetutamente le marce non solo sulla corsia preferita ma anche centralmente. Il Chievo non riesce a fermarlo nella ripresa, quando addirittura il Grifo potrebbe straripare. Roba da stropicciarsi gli occhi ripensando ad una partenza involuta. Voto 7

Fernandes : avrebbe dovuto innescare le punte, ma i veneti gli saltavano addosso e per lui era notte fonda. Ma quando l’avversario è schiantato al suolo, lo spagnolo è riemerso ed è addirittura uscito tra gli applausi dello stadio, assolutamente meritati. Voto 6+ (dal 30′ st Buonaiuto: l’uomo che ha spinto la squadra al passaggio di turno in Coppa Italia ha accettato la panchina e quando è entrato il meglio del suo repertorio sfiorando il gol. Voto 6+).

Melchiorri : tra i pochissimi a salvarsi nel primo tempo per l’esperienza e per la capacità di sfruttare qualsiasi pallone giocabile. Ripresa in crescendo e c’è da pensare che Oddo non darà più il lasciapassare per la sua cessione. Voto 6,5 (18′ st Capone: un ingresso sorprendente perché capace di entrare subito in partita. Debbono stenderlo per fermarne la corsa, anche lui pericolosissimo sotto rete nei minuti finali. Voto 6+).

Iemmello : gli improperi meritati dopo un paio di tiracci sono diventati applausi ed urla di gioia per i due rigori trasformati. E’ lui quello che nel momento topico non perde la calma e alla fine dei conti è il migliore in campo. Voto 7+ (39′ st Bianchimano: c’è un pizzico di gloria anche per lui, che può andare a saltare sotto la curva Nord. Voto sv)

Oddo : la formazione iniziale lascia qualche perplessità ma evidentemente aveva fatto bene i conti non solo col debutto di Angella, che ben conosce, ma anche con l’assistenza a Iemmello schierando le due punte. Ma quello che piace della squadra è la lotta continua, anche quando sembra affondare, e poi una preparazione atletica che arriva oltre il 90′. Voto 7.

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