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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 20:56

Il campione europeo di minimoto Edoardo Savino ricoverato a Perugia ringrazia: qui come a casa

«Avete alleggerito il peso di quanto ci è capitato, fino a essere quasi tristi al momento delle dimissioni»

Edoardo Savino

Il campione italiano e Europeo di minimoto Edoardo Savino, attraverso suo padre scrive una lettera di ringraziamento all’ospedale di Perugia, al reparto di Pediatria in particolare, per le cure e l’umanità ricevuta,a. seguito di un incidente all’autodromo di Magione. Savino, il piccolo talento brianzolo ha potuto segnare, in Umbria, una tappa importante della sua carriera, diventando campione italiano a Cascia. Dimesso dai giorni di ospedale, dopo l’incidente di Magione, a pervenire una lettera all’indirizzo dell’ospedale.

Edoardo Savino

 

La lettera «Sono Daniele Savino – la lettera -, papà di Edoardo che è stato ricoverato presso il vostro reparto di Pediatria a seguito di un incidente di gara avuto domenica 25 Aprile presso l’autodromo di Magione, al seguito del quale ha riportato importanti lesioni. Il Bambino è stato assistito dai medici ed infermieri del vostro centro sin dai primi istanti, ha fatto 10 giorni di degenza, nei quali ha ricevuto la massima assistenza da tutti, a tal proposito volevo esprimere il mio massimo apprezzamento per quanto è stato fatto, ho respirato per 10 giorni con i vostri medici ed infermieri, i quali non ci hanno mai fatto mancare assistenza parole di conforto e professionalità».

Gratitudine Il sentimento di gratitudine di questa famiglia si esprime ancor più compiutamente con queste parole: «Vedevo da papà gli occhi dei medici brillare ad ogni progresso del piccolo (pilota) come se fosse un loro figlio, leggevo la loro soddisfazione nel vederlo progressivamente migliorare, li ho visti coccolare lui ed altri piccoli pazienti. Altrettanto devo dire del servizio offerto dalle signore che ci portavano il pranzo e la cena, la signora delle pulizie gli infermieri tutti. Insomma ho vissuto la mia tragedia con delle persone che mi hanno tolto quel peso, mi hanno fatto sentire a casa mia, hanno reso la nostra permanenza speciale, quasi ad essere tristi al momento delle dimissioni. Vorrei che queste mie parole fossero estese a tutto il vostro personale del reparto di Pediatria Pronto soccorso e ortopedia (Prof. Trinchese) che nonostante gli orari stressanti e la mole di lavoro non ci hanno mai fatto mancare nulla, fosse anche una bella parola, un sorriso una coccola al bambino».

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