di Daniele Bovi
Festa rimandata. Al Martelli finisce 0-0 il big match di giornata tra due squadre, Todi e Perugia, ormai in crisi di ossigeno e di idee dopo 30 partite col gas a tavoletta. Pareggio tutto sommato giusto, con i tuderti di Zoran Luzi alla caccia del tutto per tutto nel primo tempo, mentre i Grifoni di Battistini sono venuti fuori nel secondo tempo impensierendo però assai poco Cimarelli, che per la maggior parte del match si è limitato a prendere il sole. Domenica quindi non basterà battere al Curi il Castel Rigone, che oggi ha passeggiato per 4-1 in casa con Montevarchi: per avere la certezza matematica della promozione diretta il Todi dovrà pareggiare o perdere a Deruta.
Si parte col 3-4-1-2 Battistini, reduce insieme ai suoi dal terzo ritiro della stagione, comincia con un 3-4-1-2 con Benedetti in posizione avanzata dietro le due punte Bartolini e Placentino che produce scarsissimi risultati. Placentino seconda punta non incide, non si trovano sbocchi offensivi, Pero Nullo è un folletto quasi imprendibile e quindi nel secondo tempo si cambia l’orchestra ma la musica, seppur più vivace, varia di poco. Il Todi crolla fisicamente, i Grifoni passano al rombo a centrocampo guadagnando metri di campo, profondità e qualità con gli innesti di Mariani, Frediani e Corallo, ma raramente Cimarelli viene chiamato in causa.

Battistini: primo non prenderle Un Perugia nel primo tempo volutamente guardingo: «Innanzitutto – spiega un Battistini soddisfatto – volevamo non perdere anche se dal punto di vista offensivo volevamo fare di più. Ci voleva il giusto rispetto. La partita è stata maschia e corretta, ma noi nel primo tempo abbiamo avuto qualche problema nel ricostruire gioco». Quello che conta però, è quanto scritto in classifica: «Siamo a più otto dalle due inseguitrici – dice sempre il mister – a quattro partite dalla fine. E’ questa la cosa fondamentale». La prestazione non brillante dei suoi, complice anche il primo vero caldo della stagione che di certo non ha aiutato, Battistini se la spiega così: «Abbiamo faticato tanto – dice – e ora siamo vicini al bersaglio grosso, un po’ di appannamento ci sta». «Loro – prosegue nell’analisi il tecnico – sono stati più solidi e più pragmatici nel primo tempo. Placentino non ha avuto molte occasioni, ma credevo che il Todi aggredendoci ci concedesse più spazi. Con lui dovevamo sfruttarli in velocità».
Damaschi: bicchiere mezzo pieno A mancare, secondo il tecnico, sono state «un po’ di qualità e un po’ di calma. Io – prosegue – ho voluto una formazione elastica con un forte attacco su Pero Nullo (il migliore dei 22 in campo, ndr). Una formazione umile e non sbarazzina: se avessi schierato una formazione simile e avessimo perso che sarebbe successo? Ogni tanto occorre umiltà». Un pareggio, insomma, ci poteva stare anche alla vigilia. Al sodo, come suo solito, bada anche Roberto Damaschi, numero uno dei Grifoni: «Il bicchiere è mezzo pieno – dice -: è stata una partita funzionale al campionato e giocata guardando alla classifica». Non essendo, come noto, «il miglio periodo», anche un pareggio è considerato un buon risultato. Perdere avrebbe evocato paure e fantasmi deleteri a un passo dal traguardo: «Certo – prosegue Damaschi – ci sarebbe piaciuto venire a vincere. Nel primo tempo abbiamo concesso troppo campo, loro sono partiti forte ed è normale che sia stato così: era il Todi che era costretto a vincere. Noi siamo venuti fuori nel secondo tempo anche se non abbiamo prodotto molto, in avanti siamo un po’ fiacchi. L’importante però ora è chiudere possibilmente senza tutti zero a zero. E comunque, all’inizio della stagione, su un più otto con quattro partite da giocare ci avremmo messo la firma».
Fedeli: mi sono piaciuti i cambi Scontento, ma questa non è una novità, è il numero due della società Franco Fedeli: «Siamo lontani – dice – dal Perugia dei miei desideri. Il campionato non è finito, ancora dobbiamo vincerlo. Mi auguro che domenica ci sia una vittoria. Che cosa mi è piaciuto? I cambi, magari dettati da qualche mio suggerimento domenicale. Il primo tempo siamo andati molto male, poi se noi avessimo vinto non avremmo rubato nulla. Però dobbiamo capire che siamo il Perugia: finché non lo capiremo non andremo da nessuna parte». Parole che parlano di un rapporto amoroso, quello tra Fedeli e Battistini, mai nato e probabilmente alla frutta.


