
di Daniele Bovi
A quattro giorni dall’assemblea dei soci di sabato nella quale si decideranno gli assetti del prossimo Perugia dopo la bomba fatta esplodere da Franco Fedeli, il numero uno della società biancorossa Roberto Damaschi pensa positivo: «E’ un problema che non ci voleva – ha detto il presidente durante la conferenza stampa di martedì pomeriggio – e spero che sia un fuoco di paglia». Un Damaschi aperto sì alle mediazioni ma non agli accordi al ribasso. Lo scenario da evitare dopo l’assemblea di sabato sarà quello di un Perugia paralizzato dalle continue mediazioni, specialmente sulle questioni tecniche: «Se il budget, la struttura o l’organizzazione devono essere mediate è un conto, ma le scelte tecniche non possono essere fatte mediando venti posizioni diverse per cercare di far contento Tizio, Caio o Sempronio: il risultato sarebbe un disastro».
Non è un uno contro uno Dialogo sì dunque, ma niente accordi che paralizzino la catena decisionale. La quadratura del cerchio non sta neanche in un possibile «rimpasto» delle cariche all’interno della società: «Ne possiamo anche discutere – dice Damaschi – ma non credo sia questo il problema». Con Fedeli, al momento, non è previsto nessun incontro prima di sabato: «Questa però – spiega Damaschi – non è una guerra di uno contro l’altro: qui bisogna decidere strategie e parti in causa. Ed è chiaro che qualora uno fosse in totale disaccordo sarebbe difficile trovare una mediazione. Non voglio fare calcio col codice civile alla mano, cercheremo di trovare una soluzione per il bene del Perugia, perché noi siamo al servizio del calcio perugino. Un accordo che duri però come la neve ad aprile non sarebbe la soluzione migliore nei confronti della città e delle tifoseria. Io però da qui a sabato voglio vedere positivo».
Porte aperte a nuovi soci Come più volte ribadito nel corso della stagione poi, Pian di Massiano non è Fort Knox: «Questa società – spiega Damaschi – resta aperta a chi è interessato a sostenere la squadra più importante della regione, se non per categoria almeno per blasone. Essere qui rappresenta un veicolo di promozione unico». Chi vuole contribuire insomma è il benvenuto. Da sabato in poi, con in tasca un accordo che metta d’accordo tutti i soci, Damaschi vuol pensare al futuro sportivo. Venerdì si riunirà il Consiglio federale del Figc con all’ordine del giorno le questioni relative ai ripescaggi e alle nuove, e pare più stringenti, regole per le iscrizioni. «Dalla prossima settimana – dice Damaschi – vorrei solo capire cosa ci aspetta, quale sarà il nostro futuro sportivo, cercando di capire se ci sarà o no la possibilità di fare un ulteriore salto rispetto alla Seconda categoria».
Campionato da onorare fino in fondo Davanti poi ci sono le ultime due partite con Montevarchi e Fortis Juventus e la poule scudetto che partirà il 22 maggio: «Dobbiamo terminare benissimo la stagione – dice sempre il presidente – onorando il campionato contro squadre che stanno ancora lottando per i propri obiettivi. Non faremo favori a nessuno, per 34 partite i nostri avversari incontreranno sempre lo stesso Perugia. La poule scudetto? Partiremo curiosi di vedere come va: se l’avvio sarà positivo cercheremo di fare bottino pieno. Se lo scudetto però non verrà questo non offuscherà la grande stagione». Gli avversari del Perugia nel primo girone da tre saranno con tutta probabilità Borgo a Buggiano (già incontrato in Coppa Italia) e il Santarcangelo: «Una squadra – spiega il tecnico Battistini – che secondo alcuni gioca il miglior calcio di tutta la categoria. Lo scudetto sarebbe la ciliegina su una stagione già indimenticabile, speriamo solo di essere nelle condizioni mentali migliori».
