Il responsabile area tecnica dei grifoni, Roberto Goretti

Dan. Cib.

Appunto. A Frosinone le parole pronunciate martedì dal direttore sportivo del Perugia, Roberto Goretti, non sono affatto piaciute. Il club gialloblù aveva scelto – articolo QUI – la via del silenzio. La stampa ciociara invece ha parlato, ha scritto. Qualcuno, vedi articolo pubblicato a firma Giovanni Lanzi su La Provincia di Frosinone – riporta il sito Tuttolegapro, che ne ha diffuso il contenuto in rete – ha addirittura ‘reagito’. Quella di Lanzi è una lunga, strenua difesa del buon nome del Frosinone calcio. Ed è anche un’occasione per ricordare a Goretti che, scrive il cronista, «la squadra di Stellone in questa stagione ha chiuso, ahinoi, per 9 volte in inferiorità numerica e per ben 3 di queste 9 volte, in doppia inferiorità». Come a dire: altro che giocare quattordici. Come a dire, e lo dirà, pardon, scriverà Lanzi, che Goretti probabilmente «racconta barzellette».

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«Goretti racconta barzellette» «E allora non sa il buon Goretti – attacca il cronista –, quando disegna trame di Palazzo a favore del Frosinone e contro il suo Perugia, che la squadra di Stellone in questa stagione ha chiuso, ahinoi, per 9 volte in inferiorità numerica e per ben 3 di queste 9 volte, in doppia inferiorità. E che la 10a volta si è visto espellere il suo Zappino a bocce ferme, dopo il 90’». Passaggio seguente, stoccata seguente, ora rivolta ai giornalisti presenti (martedì) in sala stampa al Renato Curi: «Il ds Goretti che nella conferenza stampa di fronte ai cronisti assetati del suo verbo ha parlato per oltre 10 minuti del Frosinone tralasciando i fatti di casa sua, dovrebbe documentarsi meglio. Altrimenti mente sapendo di mentire e allora non va bene». Non manca poi, Lanzi, a distanza di tre mesi e spiccioli, di proporre una amniotica lettura del match disputato nel girone di andata tra il Perugia e quello che è, pare, un po’ anche il ‘suo’ Frosinone: «Il buon Goretti dimentica che nel pareggio ‘scippato’ a Frosinone il 22 dicembre scorso, il Perugia chiuse in 11 perché Comotto andava espulso per fallaccio su Daniel Ciofani e il gol del pareggio di Mazzeo era viziato in partenza per un netto fallo di mano dell’attaccante. Per non dire che Comotto andava già cacciato nel primo tempo per una serie di fallacci assassini. Anche qui dimentica, il buon Goretti. O fa fa finta di farlo e allora racconta barzellette». «Il Palazzo non è dalla parte del Frosinone, caro Goretti», chiude il passaggio.

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«Non vi si fila nessuno a Frosinone» A leggere Lanzi, «Il buon Goretti» al Barbetti «forse s’è rifatto anche gli occhi, si è riconciliato col calcio, ma non lo ho ammesso». L’episodio del pallone non restituito nell’extratime di Gubbio-Frosinone dai canarini, quello che poi ha di fatto consentito il 2-3? Più che un gesto di palese antisportività, «Cose che nel calcio accadono, sono accadute ed accadranno». A riprova, Lanzi ricorda un non propriamente sorgivo Atalanta-Milan di coppa Italia del 26 gennaio 1990. L’anno dei mondiali di Lothar Matthäus (Germania dell’Ovest) e di Oleh Protasov (Urrs). «Anche quando parla di lealtà sulla “tiritera della palla buttata fuori dal portiere” e non restituita, il buon Goretti prende un abbaglio», scrive. Un abbaglio lungo ventiquattro anni: «Se ha la mente per ricordare, allora torni a (quella, ndr) famosa Atalanta-Milan (…). Cosa accadde? Si informi bene, lui è uomo di calcio. Era il Milan di Sacchi, era l’Atalanta di Mondonico». «Non parli, il buon Goretti, di “atteggiamento antisportivo del Frosinone… una schifezza”. Brutte parole, soprattutto se a dirle è un uomo di calcio, un dirigente. Passi in lavanderia, prima. Usi lo smacchiatore alle parole», continua. «Di lui e del Perugia, a Frosinone, nessuno parla. Semplicemente nessuno se li fila», scrive, candido, Giovanni Lanzi. Che poi conclude: «Il buon Goretti, infine, ne sa una più del Diavolo. Riscrive le regole del calcio quando dice che “con le squadre che incontrano il Perugia ci si mette d’accordo prima sul da farsi quando un giocatore finisce per terra…”. Siamo alla farsa, caro ds Goretti. Un consiglio: rifletta prima di dar fiato alle trombe e lasci stare il Frosinone, anche se è facile immaginare che per lui e per ‘loro’ dalle parti di Perugia è un vero incubo quella corazzata giallazzurra che avanza».

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