di Daniele Bovi
O si vince o si perde. E’ un Grifo senza mezze misure quello che cade in casa con il Catanzaro di Francesco Cozza detto Ciccio. Un Grifo che deve registrare la fase difensiva visto l’ennesimo gol preso sugli sviluppi di un calcio di punizione, con difensori in marcatura non impeccabili e un portiere che, sul traversone di Squillace, poteva anche tentare l’uscita nell’area piccola. Un Grifo molto bello e altrettanto sprecone nel primo tempo con tanti gol sbagliati e tante parate di un portiere, Mengoni, che è stato senza dubbio il migliore dei suoi.
Battistini: punizione troppo severa «Lo sapevamo – dice Battistini – che loro erano bravi sui calci di punizione. Nell’occasione del gol abbiamo sbagliato la marcatura ma nel complesso abbiamo dominato e il primo tempo doveva finire 5-0. Siamo stati puniti ben oltre i nostri demeriti». «Per scelta – dice invece Luca Cacioli – tendiamo a stare alti durante i calci di punizione per mettere in fuorigioco gli attaccanti, ma stavolta qualcosa non ha funzionato. E’ un momento strano, subiamo pochi tiri ma ogni volta gli avversari segnano. Fatto sta che quando annusiamo che in partite così non si segna dobbiamo essere in grado di guadagnare un punto». Il problema in questa domenica storta è stata poi la poca concretezza in attacco, oltre al già lodato Mengoni: «Il nostro demerito – si rammarica il tecnico biancorosso – è stato quello di non aver concretizzato le sette-otto palle gol nitide create».
Benedetti out Le altre note negative, oltre al risultato, sono i due gialli rimediati da Zanchi e Clemente (entrambi diffidati, salteranno la trasferta contro la Vibonese) e l’infortunio di Benedetti, costretto a lasciare il campo alla fine del primo tempo: «Ho sentito una fitta all’adduttore – spiega il centrocampista perugino -: ma ora dobbiamo valutare se si tratta di una lesione o di una contrattura. Di certo non si tratta di un problema legato al carico di lavoro, mercoledì non ho neanche giocato».
Moneti: chi sbaglia paga Riavvolgendo il film del secondo tempo invece Battistini evidenza «il calo fisiologico» dei suoi uomini, l’abbassarsi del baricentro e la maggiore difficoltà incontrata nell’innescare gli esterni. «Chi sbaglia paga» commenta poi amaramente il vicepresidente biancorosso Gianni Moneti. «E’ stata – prosegue – una partita maledetta in cui Mengoni ha parato l’impossibile e dove abbiamo mostrato che le palle inattive sono le situazioni che soffriamo di più. Peccato. Di certo però, a parte il calo del centrocampo nel secondo tempo, non abbiamo giocato male».
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Cozza: tutto calcolato Cozza, invece, alla fine del primo tempo aveva già capito come sarebbe finita la partita: «Per scelta nostra nel primo tempo li abbiamo lasciati sfogare – dice – poi ai miei negli spogliatoi ho detto di giocare palla a terra e che alla fine avremmo vinto». Insomma, rischiare di prendere quattro o cinque gol nei primi 45 minuti è stata una precisa scelta tattica: «Nel secondo tempo – prosegue – il Perugia ha fatto solo lanci lunghi e noi abbiamo meritato di vincere. Il Catanzaro ha dato una lezione di calcio al Perugia, nel secondo tempo solo noi abbiamo giocato».
Accursi: domenica da sogno Per l’ex Accursi invece quella di domenica al Curi è stata un’emozionante giornata da sogno: «Neanche nei sogni – dice infatti – avrei pensato di segnare. Di certo io al gol non ci sono abituato, in cinque anni qui ne ho fatto appena uno. Il Perugia? E’ la prima squadra che ci ha messo davvero in difficoltà. Questi sono tre punti che dimostrano come per la lotta promozione noi ci siamo. Poi tra qualche mese vedremo se saremo da primo o da secondo posto».


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