Il presidente festegga in campo la Coppa appena conquistata (Foto F.Troccoli)

di D.B.

Un campionato vinto, una Coppa Italia di categoria da ieri in bacheca, quasi 2.400 abbonati e, soprattutto, la sensazione che per la società di calcio più blasonata dell’Umbria questo sia il punto da cui ripartire. Una rifondazione in grande stile ad opera del duo Damaschi-Battistini. Proprietà e guida tecnica che hanno camminato all’unisono nel corso della stagione con un progetto in testa in grado di ridare dignità, passione e una sensazione di trasparenza al calcio cittadino reduce da due crac finanziari in cinque anni e una lunga serie di umiliazioni.

Il secondo trofeo dopo l’Intertoto La Coppa Italia conquistata ieri, con all’orizzonte il possibile «triplete» della poule scudetto, è invece il secondo trofeo vinto dai biancorossi, dopo l’Intertoto vinto nel 2003 contro i tedeschi del Wolfsburg. Un trofeo, quello conquistato giovedì sera a Lanciano, che chiude nel migliore dei modi la traversata nel deserto dei dilettanti. Nella sua storia il Perugia ha militato per 13 stagioni in serie A, con il migliore risultato che è stato il secondo posto nella stagione 1978-’79 alle spalle del Milan, con il record dell’imbattibilità.

Il duo Battistini-Damaschi (Foto F.Troccoli)

Castagner: è il nuovo punto di partenza Era il Grifo dei miracoli, guidato in panchina da Ilario Castagner: «Il calcio è notevolmente cambiato nel corso degli anni – ammette oggi il tecnico del Perugia dei miracoli – ma vincere è sempre difficile in tutte le categorie e la compagine merita tutti gli elogi, avendo dimostrato di essersi costruita i successi ottenuti, in una piazza che in tutti i suoi aspetti è di categoria certamente superiore». Secondo il tecnico, «vista la serietà con la quale la società ha operato quest’anno, è da ritenere che l’approdo al primo gradino del professionismo possa essere un nuovo punto di partenza».

Damaschi: ripescaggio? Valuteremo attentamente Dopo il fallimento della società dei Gaucci il Perugia era ripartito dalla C1, mentre in seguito al nuovo crac dello scorso maggio della società di Leonardo Covarelli, c’è stata la ripartenza dalla serie D grazie alla dirigenza guidata da Roberto Damaschi, imprenditore di Cannara del settore petrolifero, che la scorsa stagione era presidente della Grifoponte Torgiano. «Non è stato facile all’inizio ripartire – ha ammesso Damaschi – ma con il passare delle settimane è cresciuto l’entusiasmo, sono arrivati i risultati, nuovi imprenditori si sono uniti a noi ed abbiamo centrato l’obiettivo del ritorno tra i professionisti. Ora guardiamo avanti con l’impegno di crescere ancora e puntare ad essere protagonisti anche il prossimo anno in Seconda divisione, pur sapendo che se in estate ci sarà la possibilità di essere ripescati in Prima divisione la valuteremo con la massima attenzione».

Tifosi e giocatori in festa a Lanciano (Foto F.Troccoli)

Il plauso delle istituzioni E dopo la vittoria di Lanciano sono arrivati anche gli applausi delle istituzioni: «Dopo la promozione tra i professionisti – dice l’assessore comunale allo Sport Ilio Liberati -, anche la vittoria della Coppa Italia. E’ davvero una bella stagione per il Perugia, e la festa dei tifosi sugli spalti del campo di Lanciano è del tutto giustificata. La soddisfazione per la vittoria non cancella però il rammarico di aver dovuto giocare la finale in una sede che sembrava scelta apposta per evitare il piu’ ampio flusso possibile di tifosi. Anche se con i perugini questo ha funzionato poco, perche’ in tanti sono partiti, resta la considerazione che altro avrebbe dovuto essere lo scenario: lo stadio Flaminio di Roma». «Di fronte all’ennesimo successo – dice invece il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi -, non si può che plaudire alla capacità del Presidente Damaschi e dei suoi collaboratori, per avere condotto non solo la società con oculatezza e passione, binomio inscindibile, ma per avere anche dimostrato, ove ce ne fosse bisogno, come la scelta degli uomini sia importante in ogni attività che si voglia vincente».

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