di Giovanni Baricca

Tre punti che fanno respirare, il Perugia e Andrea Camplone. E i giocatori, tutti, che vedevano materializzarsi lo spauracchio «mercato invernale». Tre punti pesanti a prescindere, quelli raccolti dal Perugia contro L’Aquila che ancora vola ad alta quota. Ventuno punti e un mezzo primo posto (la classifica per il momento dice: secondo) che senza dubbio non si raggiungono per caso.

La cronaca

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Il Pagellone di Mario Mariano

Camplone tira il fiato Andrea Camplone tira il fiato. Un po’ per l’epilogo, un po’ per la grande sofferenza della ripresa. «Eh, oggi abbiamo messo le coronarie a dura prova», sbuffa. «Nel primo tempo abbiamo fatto bene e potevamo chiudere. Se poi non lo fai finisce che soffri, fino a fine. Se si è sofferto è perché non si sono concretizzate certe occasioni». E poi perché il Perugia, vuoi o non vuoi, un gol lo piglia sempre. «Se smetti di giocare prima del fischio finale è normale incappare in qualche stupidaggine. Le partite vanno giocate fino alla fine», la strigliata del tecnico. «Però apprezzo lo spirito mostrato nel voler recuperare, alla fine ci ha premiato, e abbiamo incassato tre punti pesanti. Vediamo – auspica Camplone, con la testa già a sabato prossimo, quando il Perugia sarà di scena a Pagani – se riusciamo a portare questo spirito anche in trasferta».

Questione di uomini e di modulo Questione di uomini e di modulo (il Perugia in quel momento giocava 4-2-3-1) se è arrivato il gol-vittoria di Mazzeo? «Può essere un’indicazione importante», concede Camplone. «Ma anche prima non avevamo demeritato. Certo la squadra non è quella dell’anno scorso. Ma il primo tempo di oggi mi è piaciuto molto. Poi è normale, ci sono anche gli altri». A proposito di altri. Camplone ha saputo ciò che è successo a Salerno? Con la Nocerina che ha cambiato tre uomini nel primo di gioco, con cinque “strani” infortuni in neppure un quarto d’ora e con l’arbitro, a quel punto, costretto a sospendere l’incontro per il non raggiungimento del numero minimo di calciatori di campo?. «Sì, ho saputo. E aspetto di vedere ciò che decideranno gli addetti ai lavori (gli organi arbitrali e della Lega, ndr). Se non verrano presi provvedimenti drastici, questo campionato sarà falsato. In che senso ‘drastici’? Beh, non penso certo a tre punti di penalizzazione».

Eusepi, cinque gol e una speranza Cinque gol, ma potevano essere sette se gli avessero convalidato quelli (regolari) di Grosseto e Benevento. «E il mio bottino personale poteva essere maggiore, e soprattutto il Perugia poteva avere più punti». Umberto Eusepi puntualizza, ma in fondo è sereno: il suo Grifo ha vinto, lui ha segnato (su rigore conquistato da Fabinho: «Speriamo succeda più spesso, è imprendibile quando entra in area palla al piede»), e il gol-vittoria lo ha siglato Mazzeo, incredibile ma vero, mentre entrambi erano in campo. Esperimento riuscito. Altro che ballottaggi tra i due attaccanti. Eusepi tentenna («Le decisioni le prende l’allenatore»), però conferma: «Speriamo che il mister riproponga questa soluzione altre volte in futuro». La partita contro L’Aquila «è stata durissima per noi, perché di fronte avevamo una squadra forte davvero, che ha lottato tutto il tempo nonostante fosse rimasta praticamente subito in dieci uomini». Per il Perugia è stata dura «perché dovevamo chiudere prima. Nel primo tempo abbiamo fatto benissimo, nel secondo abbiamo sofferto. Alla fine il mister ha fatto un paio di cambi, ci siamo buttati tutti in avanti, e abbiamo preso tre punti importantissimi».

Il ritorno al «Curi» di Pagliari Giovanni Pagliari, in fin dei conti, l’ha presa bene. Non arrivano i tre punti in casa L’Aquila. Ma la classifica parla chiaro: la sua squadra è sempre lassù. «Non fa piacere perdere così», esordisce il tecnico, ex grifone. «Con l’illusione di essere riusciti ad agguantare il pari, e io ci credevo a un certo punto». E con il dubbio che «la decisione del direttore di gara di assegnare rigore ed espulsione decisi dal direttore di gara, magari, sono stati eccessivi». A buttare acqua sul fuoco della voglia di rimonta abruzzese, la rete di Mazzeo e l’occasione di Infantino, allo scadere, smantellata da Massoni. «Eravamo in dieci ed era difficile – scuote il capo Pagliari -, ma i miei ragazzi per un attimo sono comunque riusciti a riagguantare il risultato. Contro una signora squadra, mica niente il Perugia». Stessa domanda rivolta al suo omologo, Camplone. Cosa pensa Pagliari di ciò che è successo durante Salernitana-Nocerina? «Che è davvero una barzelletta. Che succede perché in questo campionato non ci sono retrocessioni».

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