di Daniele Bovi
E’ un Perugia «con due maroni quadrati», come dice in modo colorito il tecnico dei biancorossi Pier Francesco Battistini, quello che con un gol per tempo (Frediani al 7′ del primo tempo e Placentino al 37′ del secondo) liquida l’Orvietana riportandosi a più sei sul Castel Rigone dopo il «regalo» fatto sabato pomeriggio dalla Pontevecchio, vincente per 3-1 sul campo dei rigonesi di Nofri. «A parte una terna – scherza nel post partita Damaschi riferendosi ad arbitro e guardalinee – buona neanche per la tombola, per il resto abbiamo fatto una discreta partita che poteva terminare con un risultato più ampio. L’importante però oggi era vincere, e spesso dopo le scoppole non risulta così facile».
Battistini: abbiamo due maroni quadrati Dal lato mentale, il Perugia questa volta non ha sbagliato l’approccio alla partita, dimostrando subito voglia e grinta: «In questi giorni – dice Damaschi – abbiamo cercato di lavorare sulle teste dei ragazzi, della rampogna c’era bisogno così come c’era bisogno però di guardare avanti». Sul piano psicologico, come ammette Battistini, «il risultato di ieri ci ha aiutato. Poi oggi abbiamo fatto un gran primo e un gran secondo tempo, eravamo chiamati a una reazione difficile e abbiamo fatto vedere che abbiamo i maroni quadrati». Volendo proprio trovare il pelo nell’uovo, il tecnico si rammarica per il gol annullato e per non aver raggiunto prima il raddoppio, cosa che avrebbe consentito ai grifoni di gestire con più tranquillità le energie.
Cambio di modulo e interpreti Un risultato, quello contro l’Orvietana, arrivato con un cambio di modulo, dal 4-4-2 al 4-3-1-2, e lasciando fuori Mocarelli, Placentino e Bartolini, sostituito da Corallo fino all’avvicendamento del 57′, senza dimenticare la riproposizione di Serrotti come trequartista dietro le due punte: «Un assetto – commenta Battistini – che ci ha dato più solidità e al quale sono arrivato avendo anche il coraggio di fare queste scelte. Questo però è un gruppo vero e chi è entrato a partita in corsa ha dimostrato il proprio valore. Il merito del risultato va iscritto a loro». Parlando dei singoli, il tecnico sottolinea la buona prova di Rampi, «che oggi doveva fare sia l’esterno che l’interno di centrocampo», così come quella di Serrotti e degli attaccanti. Nulla insomma è dispiaciuto a Battistini, a parte le due ammonizioni rimediate da Borgese e Corallo che costringeranno il Perugia, dopo la domenica di sosta, a fare a meno di loro per la partita contro la Sestese. «Se manteniamo questa determinazione – si scopre Battistini – ce la possiamo fare».
Marini: i miei hanno dato tutto «Il Perugia visto oggi – commenta il tecnico dell’Orvietana Luciano Marini – non era quello remissivo visto mercoledì: hanno giocato una partita gagliarda, se non l’avessero giocata così non l’avrebbero vinta. I miei ragazzi hanno dato tutto ma alla fine quella del Perugia è una vittoria meritata». Marini, a pochi minuti dalla fine, è stato anche espulso ed è lui stesso nel dopo partita a spiegare il perché: «Avevo solo detto al guardalinee che l’avrebbe potuta anche alzare la bandierina, non ho offeso nessuno e l’arbitro mi ha espulso».
Frediani show Uno a cui invece in questo periodo riesce tutto è Emiliano Frediani, che con il gol di oggi, condito anche da assist per occasioni da rete e altri numeri scelti dal suo repertorio che lì davanti accendono la luce del gioco, è arrivato a quota nove. Un Frediani che non si perdona però la prima parte opaca della stagione: «Sono mancato nel girone d’andata – spiega il “Pirata” – e non capisco perché. L’importante però è che ora mi riesce tutto. Il coro che mi ha dedicato la Nord? So che sono esigenti, si vede quindi che sto facendo benino. La vittoria di oggi è un segnale importante e da ora in avanti non guardiamo le altre perché il nostro destino siamo noi».
Mercoledì di Coppa Sul cammino del Perugia ora c’è la semifinale di Coppa Italia da giocare mercoledì a Bergamo contro il Ponte San Pietro Isola (diretta anche su Rai Sport1 a partire dalle 15). Un obiettivo, quello della vittoria finale, al quale la società tiene in particolar modo: «Andiamo là a fare il Perugia, quindi per vincere, non tanto per il ripescaggio – spiega Damaschi – quanto per il prestigio. Proviamo a vincerlo questo trofeo».



