di Mario Mariano
Il vecchio adagio – chi ha il pane non ha i denti, o a piacimento l’esatto contrario – ben si adatta alla situazione del Perugia ancora sotto choc dopo la sconfitta nel derby, perché le bocche da fuoco ci sono, e nella ripresa ai soliti frombolieri si sono aggiunti anche Volta e Belmonte, ma la difesa continua ad andare in tilt al primo assalto. Perugia ancora rimontato, e gli affanni sono finiti dopo che l’Ascoli aveva speso tantissimo nel primo tempo. D’accordo il caldo, d’accordo la condizione mentale ma la sensazione è stata che al Del Duca si è vista una squadra con una autonomia ridotta. Più di uno in difficoltà fisica, Pajac e Bianco su tutti, ma le sbavature sono state diverse e non approfittare degli stop di Parma, Palermo e Frosinone confermano che nel calcio, a differenza che in altri campi, il primato logora. Breda, mettendo a frutto esperienza da calciatore e da tecnico, è andato a guardare i non protagonisti del derby e ha tirato fuori la soluzione del cambio del modulo, con annessi uomini portati in panchina. Forse facendo valere la valutazione psicologica e forse anche quella fisica, nel caso di Gustafson in affanno nonostante la giovane età, corridore generosissimo nelle lunghe settimane della rincorsa. Gli effetti non sono stati subito confortanti, Diamanti bifronte, un po’ come la squadra, in affanno nel primo tempo, costretto ad inseguire, decisamente un’altra musica quando sono stati gli allievi di Cosmi a provare a fermare le sue incursioni. Il rammarico di chi ha visto dal vivo o in tv è stato lo stesso: nella ripresa la squadra di casa ha avuto un crollo verticale, sul punto di incassare una gragnola di colpi (reti), eppure ha trovato la forza di reagire e andare a cogliere il pareggio su una di quelle azioni che confermano come la difesa, a dispetto del rientro di forze fresche (Magnani) sia il tallone d’Achille, complice ovviamente Pajac, ancora a scartamento ridotto dopo l’infortunio. Dopo un ex, Cosmi, al quale va dato atto di avere a disposizione una rosa modesta ma che al pari di altre più corpose continua a lottare per scansare la retrocessione, arriva Colantuono, anche lui alle protagonista a fasi alterne con la Salernitana da poco rilanciata. Dettagli, si penserà, ma ciascuno ha un traguardo da centrare, e il Perugia il suo non può darlo per scontato.
Leali: Pesa come un macigno quello uscita avventatissima al limite dell’area che offre su un piatto d’oro il pallone a Addae per il primo pareggio.Sì c’è un intervento prodigioso su Bocos ma la frittata resta.Voto:5.5
Volta: Sotto pressione nonostante l’Ascoli mostra più muscoli che tecnica, apprezzabile il volersi far perdonare andando alla conclusione nella ripresa. Voto:6-
Belmonte : Suona la carica infittendo l’area di Agazzi dopo il secondo pareggio, il portiere si supera e restano le incertezze difensive nei momenti topici della partita. Voto:6-
Magnani :Tutti pronti a pensare :torna lui e si alza il muro,ma non è così, caricarlo di troppe responsabilità non può essere un vantaggio.Qualche intervento scomposto e qualche responsabilità sul secondo goal. Voto:6-
Mustacchio: Più difensore che incursore, piazza il cross del primo vantaggio di Cerri e si distingue certo non solo per l’ennesimo cambio nel look.Quella resta una nota di colore, unita ad una prestazione meritoria anche sul fronte d’attacco, quando nella ripresa apri varchi clamorosi nelle maglie bianconere. Voto:6,5
Bianco: Va a scartamento ridotto, forse per via di capire il nuovo modulo, certo è che si distingue per interventi fuori tempo e al terzo arriva puntuale il cartellino giallo.Dovrebbe gestire situazione abituato come è dalla lunga milizia nel Carpi, ma va a scartamento ridotto e c’è da capire il perché.Voto:5 ( dal 22 st Gustafson : Non brilla nonostante l’avversario sia alle corde, entrare in corsa non è mai facile, ma forse paga lo scotto di essere ancora in riserva. Voto:5.5
Colombatto: Davanti al suo antico maestro gira ancora a vuoto nel primo tempo, impalpabile se non quando prova a verticalizzare il gioco.Si sono perdute le tracce dei suoi tiri dalla distanza, dei suoi inserimenti in area di rigore. Voto:5.5
Pajac: Mettiamola così: ritrovare la forma dopo un infortunio è questione di tempo, ripete la prestazione del derby, con responsabilità sulla rete del secondo pareggio.Voto:5 (24 st : Suona la carica, manda i suoi sempre in superiorità numerica, dovrebbe solo essere più incisivo nel fraseggio.Più rapido. Voto:6+
Diamanti: Più che rifinitore centrocampista puro nei primi 45, poi decide di cambiare passo, o meglio è il quadro tattico che lo spinge a tirare in porta a ripetizione, a fare la differenza.Da panni dimessi indossa quelli della festa, ma a negargli il goal è solo Agazzi. Voto:6.5 (35st :Buonaiuto : Trovare il guizzo in così poco tempo a disposizione sarebbe stata una impresa.Voto: mg).
Cerri: Cecchino infallibile, pur in una giornata non felicissima e non solo per l’infortunio nel finale.Stoico e il solo a sapere come preferisce essere servito Di Carmine. Voto:7+
Di Carmine: Se non lo cercasse Cerri finirebbe con la maglietta senza sudore, la sensazione è che l’ingresso di Diamanti gli toglie delle opportunità, ma del resto lui stesso lo ha riconosciuto. Voto:5.5
Breda: Continua a non scomporsi, almeno da quello che è la mimica, e certo non gli si può chiedere di imitare Cosmi, la cui imitazione riusciva solo a Crozza.Cambia modulo , ma non è quello a creare enormi difficoltà all’Ascoli.Come ha sostenuto molto opportunamente Castagner sul finale di stagione è la condizione fisica ad avere un ruolo predominante.Squadra in affanno fisico, che non si è ancora ripresa dalla clamorosa rimonta nel derby. Voto: 6-

Bah…a me non sembra che il Perugia abbia giocato così male. Anche la formazione era coraggiosa e offensiva per una partita fuori casa con una squadra che doveva vincere per salvarsi…
Breda non è un genio ma sta facendo molto meglio di altri allenatori più titolari (vedi serse)…