di Lucia Caruso

L’avevano detto e hanno mantenuto la promessa. Coreografia rimasta chiusa in garage. La Nord ha così protestato contro quella delibera della prefettura, ritenuta “inaccettabile”, che ha bloccato a poco meno di mille i biglietti destinati agli spalti degli ospiti. Di quegli ospiti tanto attesi che, da ben 9 anni  il Perugia non incontrava sul campo da gioco.

FOTOGALLERY LA CURVA NORD

VIDEO. LA RIVALITA’ TRA LE TIFOSERIE

Ma  il derby è pur sempre il derby e questa nota stonata non ferma il fermento e l’aria frizzante che si respira allo stadio già dalle 11 della mattina quando cominciano ad arrivare numerosi i sostenitori del Grifo. Il tempo di mangiare qualcosa, bere una birra ed intonare qualche coro, e in men che non si dica sono le 12 e si aprono i cancelli del Curi. La curva fa presto a riempirsi. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni.

Già da subito iniziano a tremare gli spalti nell’attesa dell’arrivo dei tifosi rossoverdi.  L’euforia è incontenibile. La Nord scalda i motori. Nel frattempo si affollano anche tribuna e gradinata. Sono oltre 15mila gli spettatori a sostegno dei padroni di casa. E l’accoglienza agli ultrà ternani è di quelle che non si dimenticano.

Gli striscioni L’entrata in campo delle squadre è accompagnata da un grande striscione che occupa gran parte della curva: “Ma quale coreografia? Non siamo criminali! Ridateci i nostri derby luridi maiali”. E in effetti a parte i soliti cori (l’Umbria è solo biancorossa”, “Odio i ternani perché sono delle…”, “E Terni brucerà…”)contro la ternana e altri cartelli che recitano: “Più donca meno conca”, “Perugia regna”, esce fuori anche in questa occasione, un gesto di fair play capace di emozionare. Infatti a levarsi alto sulla testa dei tifosi del Grifo il messaggio “Guai a chi tocca gli operai”. Ancora una volta la Nord dimostra di andare oltre la rivalità e ancora una volta rivolge la sua attenzione agli operai dell’Ast di Terni. E la Sud non può fare a meno di applaudire la curva rivale. Un applauso che vale molto di più di un ringraziamento.

La partita Nel rettangolo di gioco Grifoni e Fere rincorrono il sogno della vittoria in questo storico derby. Nella prima parte della partita i padroni di casa tengono testa agli ospiti, attaccando senza tregua. La Nord spinge i suoi 11 uomini in campo. Ma i rossoverdi si difendono. Al 22esimo, mentre la Curva intona un coro contro la Ternana, Parigini porta in vantaggio il Perugia e l’esultanza riempie il Curi. Ma la festa dura poco perché appena due minuti dopo le Fere trovano il pareggio. Il primo tempo finisce 1-1 e nella pausa la tifoseria ricarica le pile. Tutti pronti sulle balaustre, mani in alto, ricomincia la partita. Siamo al secondo tempo. La tensione cresce. I tifosi cantano a squarciagola. Al 16 esimo un fallo su Parigini fa esplodere la curva che chiede a gran voce il rigore. Sul dischetto a tirarlo c’è Falcinelli. Gli occhi sono tutti puntati ai suoi piedi. La curva lo incita, lo applaude, lo sostiene. E’ come se lo stringesse in un grande abbraccio. Esce dagli spalti una sensazione di fiducia in lui e Falcinelli pare avvertirla.  Dopo aver respirato a piene narici quel supporto tira senza indugio. Il suo pallone  sfonda la porta avversaria. Il Perugia è di nuovo in vantaggio. E lo stadio è una bolgia. Ma l’euforia viene rotta, anche questa volta, in brevissimo tempo. Falcinelli infatti, per ringraziare la curva, nell’esultanza oltrepassa le protezioni e viene espulso. Il Grifo resta in campo in inferiorità numerica. Dopo un po’ di cambi in entrambe le squadre arriva il momento della sciaparta. Emozionante e travolgente come sempre. Siamo al 76esimo e la Curva Nord invoca resistenza. Il Perugia, non si accontenta di chiudersi in difesa e prova ancora ad attaccare la porta avversaria. Anche in 10 cercano di spingersi in avanti. I rossoverdi intanto da parte loro rincorrono il pareggio. Ed è al 33esimo del secondo tempo che Falletti penetra la rete biancorossa, lasciata incustodita da Provedel. Un errore che lascia per un attimo i tifosi in un silenzio assordante. La tensione nelle tifoserie e in campo è al limite. I tre minuti di recupero non serviranno a cambiare il risultato.

In sicurezza Con 170 steward, 250 unità tra polizia, carabinieri, municipale e guardia di finanza, nonostante qualcuno ci abbia provato a creare disordini, è stata garantita la più totale sicurezza. Di certo grazie alle forze dell’ordine, ma anche perché si trattava solo di sparuti gruppi di tifosi ad aver tentato azioni inopportune. La promessa degli ultrà in fondo è stata mantenuta e in molti continuano a dire che se fosse stata piena anche la Sud sarebbe stato senz’altro un derby spettacolare.

No coreografie Malgrado l’assenza di coreografie comunque la Nord è stata un tripudio biancorosso. Tutti indossavano i colori del Grifo. Non si contavano le bandiere che sventolano da ogni angolo e le sciarpe che volteggiavano al cielo mentre i tamburi dettavano il ritmo dei cori. Se è stato un brivido per chi era in curva chissà quale effetto sorpresa avrà scatenato questa impressionante Nord a chi l’ha vista dalla Sud.

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