di Giovanni Baricca
Il pari esterno con il Sorrento lascia una coda di veleni che il Perugia fatica davvero a metabolizzare. Tossine che domenica non hanno risparmiato nessuno: i giocatori, tutti, e pure Andrea Camplone. Che al termine del match con i costieri aveva chiesto ai tifosi comprensione, lamentando (mossa infelice) una certa premeditazione delle contestazioni: «Una partita di calcio è come uno spettacolo teatrale. Tutti hanno il diritto di contestare se ciò che vedono non gli piace, ma se porti la cassa di pomodori da tirare direttamente da casa…».
IL POST PARTITA DI SORRENTO-PERUGIA
Sassolini dalle scarpe, griffate Frankie Garage Veleni e tossine, si diceva. Che il club perugino ha tentato di smaltire martedì, al «Curi», durante una conferenza fiume del presidente, Massimiliano Santopadre, e dello stesso Camplone. Per punti, il pensiero del patron biancorosso potrebbe essere riassunto così: «La società sta con Camplone. Battistini è un capitolo chiuso. Abbiamo promesso la serie B in tre anni, se non riusciamo stavolta ci riproviamo l’anno prossimo. I tifosi abbiano pazienza, la stampa sia più moderata». Nessun passo indietro, dunque. Santopadre critica aspramente la teoria del «tutto e subito». Non individua destinatari specifici per il suo sfogo, ma fa notare che «le critiche ultimamente vengono fuori come funghi. E con le piogge, si sa, di funghi ne spuntano parecchi. A inizio campionato , però – quando il Perugia inanellava tre vittorie consecutive: contro Benevento, Barletta e Gubbio, ndr – tutti a dire e scrivere bene del Perugia. Prego tutti gli allenatori, gli opinionisti, le teste di calcio…» di essere più moderati, lascia intendere il patron. «Quante volte si parla a sproposito» chiude, sfogliando articoli di giornale stampati e puntualmente sottolineati.
Il caso Clemente, l’esonero di Battistini «Clemente sì, Barra no, Di Tacchio sì, Carloto forse… sento dire tante cose, ma non esiste giocatore che possa vincere il campionato da solo». Tira una linea così, mister Frankie Garage, sull’argomento ‘Esclusi di lusso’ e sul caso Clemente. E altrettanto fa con quello Battistini. «Pier Francesco era, resta e sarà sempre un amico – chiosa Santopadre -. Ma a Perugia era arrivato a fine ciclo. Dopo tre anni aveva esaurito tutte le nozioni (che poteva inculcare alla squadra, ndr). Il suo lavoro è finito, non si torna più indietro. È inutile continuare a rivangare il passato: io e Gianni abbiamo deciso che fosse arrivato il momento di cambiare. E abbiamo scelto Camplone».
Fiducia rinnovata e futuro La società ha piena fiducia nel tecnico pescarese («Gliela abbiamo concessa nel momento stesso in cui l’abbiamo ingaggiato, non c’è bisogno di aggiungere altro») e ne difende le teorie. Su tutte, quella del clima teso e, proprio per questo, non utile alla causa biancorossa: «Eravamo e rimaniamo una matricola – spiega Santopadre -. Pensando al Sorrento, confermo che loro hanno più esperienza e che sono più abituati a giocare sul sintetico. Le critiche? Controproducenti: i calciatori hanno una loro sensibilità, e certamente soffrono il clima di tensione che si è creato intorno alla squadra. Noi tutti, oggi, dovremmo soltanto cercare di ricompattarci».
Parola al tecnico, Andrea Camplone «So bene ciò che ho detto domenica e credo che, forse, qualcuno abbia frainteso le mie parole. Appelli ai tifosi? Non ne faccio perché li ho già fatti in passato: stateci vicino» prende il microfono Camplone. Che poi continua: «Non c’è niente da rifondare in questa squadra. Piuttosto, da giudicare: manca ancora qualche partita al giro di boa e al mercato di gennaio. Sono tutti sotto esame».
Il mercato di gennaio La finestra di mercato: in società si è già tenuto il primo incontro consultivo sugli obiettivi e sui nomi da attenzionare per il prossimo futuro del Perugia. «Bisogna portare giocatori importanti, ma anche uomini capaci di creare, all’interno dello spogliatotio, l’ambiente giusto per lavorare» spiega infine Roberto Goretti, neodiesse biancorosso. «Perché a Perugia in questo momento piove, è vero. Ma non c’è una vera e propria tempesta». Non è il mazzo da cambiare, ma soltanto qualche carta: «Vedremo, decideremo al termine del girone di andata».
La sfida di Coppa Italia contro il Lecce Intanto, mercoledì, il Perugia affronterà il Lecce per l’ultimo turno della fase a ‘gironcini’ di Coppa Italia. Assente il già indisponibile a Sorrento, Tozzi Borsoi, tenuto a riposo precauzionale, Camplone dovrà anche rinunciare a Clemente, Carloto e Di Tacchio, infortunatisi oggi durante la seduta di allenamento pomeridiano (nell’ordine: problema alla schiena, fastidio muscolare e sciatalgia). «Cercherò comunque di schierare una formazione importante, perché l’appuntamento è importante» assicura Andrea Camplone. Che, buona notizia, recupera in parte Matteo Liviero: «Oggi si è allenato e pure bene. Contro il Lecce va in panchina, chissà che non ci scappino venti minuti di campo».
PERUGIA (probabile formazione, 4-3-3):
Koprivec; Anania, Lebran, Cacioli, Martella; Barra, Esposito, Cenciarelli; Fabinho, Ciofani, Rantier. A disp.: Giordano, Jefferson, Garcia, Politano, Moscati, Moneti, Paonessa. All.: Camplone.


Comments are closed.