di Barbara Isidori
È l’attaccante del Perugia. Finora di reti non ne ha segnate, ma è stato comunque importante per i grifoni. Martedì sera tornerà in campo contro i suoi ex compagni dell’Hellas Verona e di certo vorrà fare bella figura. Ecco cosa dice Michael Rabusic ai microfoni di Radio Bella e Monella, radio ufficiale della squadra veronese. «Mi sono divertito molto nella mia esperienza a Verona. Sono reduce da un brutto infortunio – ha spiegato – ma sarò della partita per dare il mio aiuto al Grifo. Sarà una grande emozione ritrovare i miei ex compagni. Per quanto riguarda la partita il Verona è sicuramente favorito. Noi, da parte nostra, cercheremo di fare il massimo tenendo bene la difesa e magari facendo gol».
Ricordi indelebili Con la squadra veneta Rabusic fece anche il suo esordio in serie A. Era il 2 marzo e gli scaligeri giocavano contro il Bologna. «È stata una sensazione fortissima. Anche se ho giocato solo una partita dal primo minuto. Ora spero di poter giocare di più con il Perugia. Con i biancorossi mi trovo benissimo perché ho trovato un ambiente adatto a me. Certo, se avessimo quattro o cinque punti in più sarebbe meglio».
CAMPLONE: «AL BENTEGODI CE LA GIOCHEREMO»
Calcio italiano Rabusic di calcio italiano non sapeva molto. Cosa ha imparato da queste sue esperienze? «Il calcio è come in tutto il mondo… l’importante è fare sempre più gol degli avversari, e questo vale soprattutto per me, che sono un attaccante. L’Italia è una nazione bellissima, dal calcio ai tifosi, tutto. Sto studiando l’italiano per parlare con i compagni, per capirli di più. Sono davvero felice di essere qui».
Partita di Tim Cup Difficile fare un pronostico quando si è ex da una parte e dall’altra si spera di vincere. «Paradossalmente – dice – sarà più difficile per l’Hellas perché è la favorita. Per noi è una partita di grande prestigio perché giochiamo contro una squadra di serie A». E del Verona in generale che dire? «Prima di giudicare voglio vedere tutto il campionato, adesso i gialloblù hanno solo 14 punti, che sono pochi rispetto al valore della squadra… i calciatori sono tutti molto buoni». E allora che vinca il migliore.
