Daniel Ciofani (foto F.Troccoli)

di Giovanni Baricca

PISA – Filotto? E siamo a uno. Pisa in archivio. La prima di tre gare, di tre finali per dirla alla Camplone, di 270 minuti da tutto o niente. La prima – le altre, in casa, sono Nocerina e Avellino – in bacheca con tre punti. Gol vittoria di Ciofani, in avvio di prima frazione, e via di scudo a difendere il vantaggio. Perugia trentatré punti, Pisa fermato a quota trenta.

Esposito c’è Esposito dentro. Il napoletano alla fine recupera – zero allenamenti nelle gambe in settimana, solo piscina – e Dettori finisce in panchina. Formazione tipo, dunque. Politano, Cacioli e Liviero compresi. Sponda Pisa, vigilia rispettata con Buscè regolarmente in campo e con Rulli a fare coppia con Perez, là davanti, nel 3-5-2 nerazzurro.

LE INTERVISTE

Ciofani a segno Pronti via. Nove minuti, Grifo davanti. A combinare sono Ciofani e Fabinho: cross da sinistra del secondo, inzuccata sul palo lontano del primo. Rete. Facile, elementare se giochi di squadra. Massoni e Moscati (14′ e 19′) pensano bene di emulare l’attaccante ma non hanno fortuna. Il Perugia controlla, il Pisa organizza e conclude male. Tulli prima, Benedetti poi. Alto. Il pallino è dei toscani, ma importa poco. A sinistra (dove i nerazzurri spingono di più) non passa un pallone, Liviero c’è e Buscè non vede boccia. Pressing alto e geometrie non servono ai ragazzi di Pane. Tre fuorigioco (Tulli-Carini-Tulli) spaventano ma non incidono.

IL PAGELLONE DI MARIO MARIANO

Risposta Pisa Fronte opposto, fronte Grifo: le catene girano a regime, Fabinho e Liviero sembrano moglie e marito lungo il binario di sinistra. E quando Cacioli (mezzo autogol al 37′) ed Esposito (fuori posto, campo libero alle ripartenze pisane) sbagliano… Koprivec compie il miracolo. Doppio. Su conclusioni (38′ e 40′) di Perez, dalla distanza e sottomisura. Sberle promesse ma poi non date nel finale di frazione. I locali alzano il ritmo, gli umbri incassano.

Ripresa di rimessa Ripresa di rimessa per il Perugia. Senza rischi nel primo quarto d’ora. Politano calibra il mancino e spara in curva; a turno, Ciofani e Moscati appoggiano al portiere. Solo Esposito (evidentemente imballato, prevedibilmente fuori forma) sembra rimasto nel sottopassaggio: due disimpegni in disinvoltura favoriscono i toscani, che però non ne approfittano. Il Pisa guadagna metri preziosi col passare dei minuti. La long line di centrocampo – cinque uomini a coprire, altrettanti a rilanciare e organizzare la manovra, aveva ragione Camplone: «Vanno portati sugli esterni» – avvolge il Perugia e non lo lascia ragionare. Ma Russo, a rilevare Massoni, infortunato, e compagni tengono botta. Cercano pure (22′) di pescare il jolly-gol di destro con Fabinho.

Dettori in campo Alzare il baricentro è imperativo imprescindibile, a questo punto. Fuori Moscati, dentro Dettori. E il Grifo impenna (però non graffia) con l’ex Chievo mezzo interno mancino. Buscè fa bello e cattivo tempo alla mezz’ora. Camplone richiama Fabinho e butta in mischia Rantier. È assedio vero: Favasuli impegna «San» Koprivec (che al termine si esalta, in chiusura su Tulli) da calcio piazzato, i nerazzurri schiacciano i grifoni in cerca del pari. Niente da fare. Il fortino resiste. E per Perugia è più tre. Avanti così.