Il tecnico Battistini prepara i suoi alla trasferta di Catanzaro (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

La settimana del big match Catanzaro-Perugia in casa biancorossa inizia con il dolore nel cuore. Lunedì è infatti improvvisamente morto il padre del centrocampista Alessandro Borgese: «Domenica – ha spiegato martedì in conferenza stampa il tecnico Pier Francesco Battistini – speriamo di potergli dedicare la vittoria». Mercoledì la squadra di Ciccio Cozza, che all’andata espugnò il Curi 2-0 dopo una partita largamente condotta dai grifoni, giocherà un recupero impegnativo in casa del Chieti. A Catanzaro è stata indetta la «Giornata giallorossa», si attende il pubblico delle grandi occasioni e da quelle parti sanno benissimo che questi possono essere cinque giorni decisivi per il futuro del campionato: con sei punti, i giallorossi aggancerebbero la vetta della classifica occupata proprio dal Perugia di Battistini. Per avere qualche indicazione in più sul come affrontare i calabri, Battistini attende l’esito della partita di mercoledì: «Vedremo – dice – se ci saranno squalifiche o infortuni».

Serve l’impresa Una delle molteplici chiavi di lettura del match sta nel rendimento delle due formazioni: a Catanzaro si affronteranno i giallorossi che detengono il secondo miglior rendimento interno contro il record di vittorie esterne del Perugia. «Noi – spiega Battistini – vogliamo prepararci al meglio sul piano tecnico e fisico, senza cercare di caricare troppo la partita. Così facendo, noi avremmo solo da perdere: per il Perugia non è certo l’ultima spiaggia. Sarà una partita bella e in un ambiente importante. Diciamo che conta il giusto». Carichi sì insomma, ma senza esagerare. Mercoledì gli uomini di Battistini affronteranno una doppia seduta di allenamento di cui una, quella del pomeriggio, a porte chiuse. Giovedì e venerdì sedute normali prima della rifinitura e della partenza di sabato. Una cosa, al di là degli schemi, è certa: «Per vincere servirà una grande impresa».

Aprilia Per lunghi minuti martedì Battistini è tornato alla partita di domenica scorsa contro l’Aprilia. L’allenatore ha prima di tutto rivendicato come i tre punti con i laziali abbiano fatto lievitare il suo score personale da quando è al Perugia a quota 138. Poi Battistini ha ammesso che sì, certo, i primi 20-25 minuti il Perugia non c’era «ma io lo ripeto anche se non mi ascoltano: le partite finiscono al 90′. E comunque anche se dopo 19 risultati utili ne avessimo persa una non sarebbe stato un dramma». Gran merito della sofferenza biancorossa va però all’Aprilia di Vivarini: «A loro – dice il tecnico – voglio fare i complimenti. Viverla da fuori questa partita è stata dura: l’avvio è stato quasi scioccante ma poi c’è stata la voglia di reagire, siamo stati lucidi e cattivi nel portare a casa il risultato. Qui da noi l’atteggiamento è sempre ipercritico e va bene perché siamo in una piazza importante, ma dopo il brutto momento c’è stata voglia di rivalsa e la partita è stata in mano a noi». Sul piano tattico dal «siluro» piazzato sopra la tribuna Battistini ha notato come «non riuscivano ad accorciare sulle loro fonti di gioco principali, eravamo in ritardo sugli esterni e scooposti sulle verticalizzazioni. Con l’inserimento di Mocarelli ho voluto mettere più densità a centrocampo e qui le cose sono migliorate».

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