E’ da poco finita la conferenza stampa al Curi e il ds del Perugia Calcio, coinvolto dalle accuse di avere combinato partite, viene fermato da un gruppo di tifosi.
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I tifosi Sono loro a dirgli apertamente: «Roberto, saprai tu quello che hai combinato, noi non lo sappiamo e tu non l’hai smentito in conferenza stampa. Ti devi dimettere». Lui ha ascoltato il punto di vista di questo gruppo di tifosi e ha risposto: «Sappiate che non c’entro nulla. Io resto solo se sono utile al presidente e alla squadra. Posso decidere in qualsiasi momento. Sono perugino anche io. Se mi accorgerò che la mia presenza non è di aiuto, ma è un problema, ritornerò in tribuna senza nessuna difficoltà».
Botta e risposta I tifosi però hanno incalzato ancora: «Tu, se sei completamente estraneo dovevi andare in conferenza stampa e dire ‘io non ho fatto niente e quel Goret di cui parlano i giornali non sono io, arrivederci c’ho da lavorare’, e invece hai ammesso di avere fatto delle leggerezze». E un altro: «Quantomeno se non ti vuoi dimettere ti devi sospendere fino a quando non sarà fatta chiarezza. Le conseguenze per il Perugia possono essere gravi. Già sei stato colpevolizzato e tutti sono convinti della tua colpevolezza. Devi tenere la squadra e la società fuori da questa situazione».
Non sono Goret «Io non sono Goret», ha detto Goretti. «Ah non sei Goret?», ha replicato un sostenitore. «Non sono Goret», ha confermato Goretti, facendo riferimento al nomignolo utilizzato nelle chat incriminate e pubblicate sui giornali che hanno riportato le intercettazioni. «E allora perchè non l’hai detto in conferenza stampa dove hai parlato di leggerezze?», dice ancora un tifoso. E Goretti: «I miei avvocati mi hanno detto di non parlare». Insomma i tifosi, in larga maggioranza, non condannano preventivamente il loro ds, ma lo avvertono di tenere fuori il Perugia Calcio da questa vicenda. Con dimissioni o con sospensioni. «Abbiamo già visto cosa può significare per la squadra avere gli occhi e le accuse dei palazzi del calcio e della stampa contro. Fallo prima che sia troppo tardi».
