di Daniele Sborzacchi
L’attesa sale spasmodica. Perché si sa, i playoff sono i playoff… L’adrenalina scorre a fiumi, ogni pallone diventa rovente, l’eccitazione difficile da contollare. In parole povere, l’atmosfera si fa elettrica. E sabato sera Perugia si presenterà al via di una nuova post-season con una straordinaria voglia di vincere, di coronare un cammino che da cinque anni vede la società del presidente Sirci protagonista tra le migliori squadre d’Italia. Un trionfo sfiorato in due occasioni, leggasi Finali Scudetto del 2014 e del 2016. Stavolta, la convinzione più che mai di poter arrivare in fondo e di mandare in visibilio una tifoseria calda ed appassionata.
Il cammino Sabato sera sarà allora gara 1 dei quarti di finale, contro quella Lpr Piacenza che ha fatto dormire notti insonni a De Cecco e compagni dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia. Avversario spigoloso, da temere, da affrontare al massimo. Lo sanno bene coach Bernardi ed i suoi ragazzi, che però arrivano carichi come molle all’appuntamento. Consapevoli della propria forza e di uno stato generale di forma in crescita continua. Archiviata per il momento la Champions League dopo la bella vittoria sull’Halkbank Ankara dell’ex Boban Kovac ed in attesa della Final Four di Roma (29-30 aprile), i riflettori sono tutti per la Superlega entrata nella face cruciale.
‘Magnum’ e ‘Cannibal’ «Adesso comincia il bello, cominciano i playoff dove non si può sbagliare e dove bisogna sempre giocare al 100% – dice per tutti ‘Magnum’ Alexandar Atanasijevic -. Arriva Piacenza, una squadra tosta contro cui abbiamo già perso quest’anno in casa. Penso però che con i nostri tifosi e con il palazzetto pieno come è sempre stato quest’anno possiamo vincere». E’ dello stesso parere anche Simone ‘Cannibal’ Buti, vero e proprio veterano della Sir, alla quarta stagione a Perugia. «Adesso accantoniamo la Champions League – dice il centrale azzurro di Fucecchio – e ci tuffiamo nei playoff scudetto. E sotto questo aspetto credo che la vittoria e la prestazione contro Ankara siano molto importanti perché vincere aiuta a vincere. Sabato dobbiamo entrare in campo concentrati e toglierci qualche sassolino dalla scarpa che i nostri avversari ci hanno messo, ahimè, qualche tempo fa».
