Gio. Bar.
«Continuiamo così». In pratica: vinciamole tutte, come Ascoli e Viareggio. «Volevamo approfittare dello stop del Frosinone e lo abbiamo fatto. Ora abbiamo tre finali, le affronteremo, una alla volta». Alla consueta (ora sì) conferenza stampa del martedì martedì si è presentato Gomes Ribeiro Filipe. Che attacca parlando di Perugia e di pallone («Subiamo troppi gol e ne segnamo troppo pochi ultimamente, ma l’importante è farne sempre uno più degli altri»), e che finisce, finirà, strabuzzando gli occhi ancora pieni dello spettacolo di pubblico (10mila persone) offerto domenica dagli spalti del Curi.
«Tremano le gambe…» I due argomenti si intrecciano e confondono in modo del tutto naturale. La contaminazione è reciproca, e viene da sé: «Le tre partite che ci restano sono davvero tre finali. E arrivati a questo punto è tutta quanta una questione di cuore, più che di tecnica. Il cuore nostro che scendiamo in campo, il cuore di chi viene allo stadio e fa il tifo per noi. Che Perugia fosse piazza calda l’ho capito contro il Gubbio, ne ho avuto conferma al ritorno da Lecce e me lo sono ricordato domenica, contro il Viareggio. I tifosi sono davvero l’uomo in più del Perugia. Fanno tremare le gambe, ci caricano tantissimo». Gli chiedono: gaseranno mica anche gli avversari? «Forse. Ma noi di più».
«Perugia in salute» Sei punti tutti d’un fiato contro Ascoli e Viareggio. Il Perugia è ritornato a macinare gioco e soprattutto risultati: «Siamo tornati a fare quello che ci ha sempre chiesto Camplone«. Come a dire che lavorare palla a terra e correre, alla fine, paga, sempre. «Il Perugia adesso sta molto bene, sia fisicamente che psicologicamente – assicura -. Il Pontedera? Ha un bell’attacco, dobbiamo stare in guardia. Ma per adesso, per noi, è la partita più importante di tutte«. Un po’ perché è la prossima. Un po’ perché nel frattempo c’è lo scontro diretto Lecce-Frosinone. Questo turno potrebbe rivelarsi decisivo in ottica campionato».
Pedine importanti C’è un filo diretto che collega le prestazioni di Filipe e i punti raccolti dal Perugia sul rettangolo di gioco. In parte lo ammette, Filipe. In parte nega. «Siamo pedine. Se manca una pedina manca il perugia. Per il gioco che proponiamo siamo tutti fondamentali. Poi, sì, per i miei piedi passano un sacco di palloni. Se gioco bene io tutta la squadra gira meglio». Il brasiliano è in diffida. E rischia sul serio di ritrovarsi in tribuna nel mento topico della stagione: «Spero di no, perché adesso voglio giocarle tutte quante, non volgio saltare neppure una partita».
Notizie dal Curi Il Perugia ha iniziato a a preparare la partita contro il Pontedera martedì, l’allenamento si è tenuto al Renato Curi. Porte aperte, stavolta. Mercoledì invece i cancelli dello stadio resteranno sigillati. Tutti presenti, di fronte a circa trenta tifosi, seduti in Nord. Mancava solo Fabinho (squalificato), chiuso in palestra, per il quale si prevedono due settimane di lavoro blando. Franco ha ripreso la preparazione individuale post-operazione. A bordo campo, invece, si è rivisto il giovane Insigne, reduce dall’infortunio (e conseguente intervento chirurgico) al quinto metatarso del piede sinistr. Anche per lui, naturalmente, lavoro a pare ai margini del rettangolo di gioco».
