di Daniele Bovi
Aver caricato troppo l’ambiente può aver fatto male ad un Perugia entrato, come spiega il tecnico Battistini nel post partita, «mosciotto» e «troppo leggero» dal punto di vista atletico. Così come lo era stato nelle altre partite molto sentite, ossia quelle contro Castel Rigone e Sporting Terni. Un Perugia che dopo aver regalato i trenta minuti iniziali del primo tempo ad un Arezzo che si è dimostrato ancora una volta, Grifo a parte, la squadra più in forma del momento, esce alla distanza costringendo gli amaranto negli ultimi 40 metri per tutto il secondo tempo. Un assedio al termine del quale finisce 1-1 la partita più sentita dell’anno. Forse troppo come ammette lo stesso presidente Damaschi.
Damaschi: tornare coi piedi per terra «E’ stata – dice – una partita molto bella che con questa categoria non aveva nulla a che fare. Noi siamo partiti male come spesso è successo quando la partita è stata molto caricata nel corso della settimana. Una partenza a tre cilindri che non mi è piaciuta così come non mi sono piaciute alcune sbavature tattiche». Alla fine però il pareggio «non è ingiusto anche se guardando al numero delle occasioni, ai punti avremmo vinto noi». Ancora una volta poi, come fatto nel corso delle ultime settimane col vento in poppa, Damaschi invita a notare che Itaca è ancora lontana: «Questo risultato – ammonisce – deve far tornare tutto l’ambiente coi piedi per terra. Troppo avanti non bisogna guardare, pensiamo alla semifinale di Coppa Italia di giovedì e al derby di domenica con la Pontevecchio». Un ultimo passaggio lo dedica poi a Rafael Bondi, che secondo Il Giornale dell’Umbria di sabato vorrebbe tornare in biancorosso: «Vuole tornare da noi? Fa piacere, ma noi non sappiamo neanche che categoria faremo il prossimo anno».
Primo tempo «mosciotto» Sul piano tattico il riassunto lo fa il tecnico biancorosso, secondo il quale l’1-1 non è il risultato giusto: «Nel secondo tempo siamo stati di categoria superiore costruendo dieci palle gol». Nel primo invece è stato bravo l’Arezzo ad imbrigliare un Perugia, come dice Damaschi ai microfoni Rai tra il primo e il secondo tempo, «troppo largo e troppo lungo: Corallo è abbandonato, i centrocampisti assistono poco, il nostro miglior esterno, Rampi, è ai box, e Mocarelli è costretto a giocare fuori posizione. Il risultato è che non riusciamo a pungere». E così un Grifo che cerca di fare gioco dove c’è un traffico da orario di punta sfruttando poco le palle alte volute da Battistini, chiude una prima frazione in cui non riesce a trovare sbocchi di gioco. Il secondo, come detto, è stata tutta un’altra musica: «Però – osserva Damaschi – dovremmo essere noi stessi fin dall’inizio».
Perugia supponente «Siamo stati supponenti» ammette Battistini che poi troverà la carta vincente con l’ingresso di Luchini e il passaggio dal 4-3-3 al 3-4-3: «Luchini – spiega il tecnico – ha fatto molto bene, così come Frediani nell’occasione del gol è stato eccezionale. Tre quarti dei giocatori del mondo avrebbero subito tirato, lui invece ha aspettato il momento giusto per servire Benedetti». Un Benedetti che però non è piaciuto al mister biancorosso così come non è piaciuto il resto del centrocampo: «Benedetti anche se ha fatto un gran gol non mi è piaciuto molto, senza dimenticare che Borgese viene da settimane di inattività che ha pagato dal punto di vista fisico».
Coppola: pareggio giusto Maurizio Coppola invece, tecnico degli amaranto, se ne va dal Curi con un punto e con la certezza di avere tra le mani, dopo la partenza traumatica di stagione, una delle squadre più in palla di tutto il lotto: «Sono soddisfatto del punto guadagnato – dice – contro una grande formazione. Loro nel secondo tempo hanno fatto un gran pressing anche se grossi rischi non ne abbiamo corsi. Alla fine pareggio giusto. Prosegue la nostra corsa per la salvezza». A destare qualche stupore nel corso della partita la sostituzione di Sanguinetti, autore del gol, che il tecnico spiega così: «Mario ha faticato molto, e al suo posto ho deciso di inserire Bacis che mi garantiva più copertura a destra dove stavamo soffrendo».
Tra Pontisola e Pontevecchio Il Perugia ora, in attesa dello scontro di domani tra Castel Rigone e Todi, pensa già alla semifinale di Coppa Italia di giovedì contro il Pontisola. Il fischio di inizio è fissato alle 14.30 mentre i biglietti (8 euro la curva, 15 la tribuna, 25 le poltroncine mentre l’ingresso sarà gratuito per i ragazzi fino a 16 anni, le donne e gli over 65) saranno in vendita da lunedì alle 15. Si parte dall’uno a zero dell’andata, in palio c’è la prestigiosa finale al Flaminio di Roma. E poi c’è il derby con la Pontevecchio, in attesa di sapere se si giocherà o meno al Curi, ma con la consapevolezza che questa è un’opzione che al Castel Rigone piace poco.



