di Mario Mariano

Mondo del calcio in lutto, ci ha lasciato Pierluigi Gabetto, figlio di Guglielmo attaccante del Grande Torino, deceduto nella tragedia di Superga. Pierluigi aveva 80 anni, si è spento la notte scorsa a Torino dove viveva da sempre. Eccellente è stata la sua carriera da calciatore, tra serie C e B, Arezzo, Cesena, Perugia e Novara, Imperia. Con la maglia del Grifo aveva vinto il campionato di serie C stagione 1966-67 ed era risultato il capocannoniere della squadra, con 9 reti, tra i protagonisti della storica promozione in B, con Guido Mazzetti in panchina. A fine stagione, tra la sorpresa generale, lui e il difensore Troiani vennero ceduti al Frosinone in serie D, ma già nella stagione successiva era riuscito a risalire la china, tornando alla guida dell’attacco del Novara prima in serie C e poi in B. Da dirigente oltre ad aver svolto attività come responsabile del settore giovanile del Torino, per oltre 30 anni ha gestito una scuola calcio intitolata al padre, nella quale hanno mosso i primi passi molti giovani. Contemporaneamente, agli inizi degli anni ’90 era stato tra gli imprenditori che avevano realizzato Sportilia, il centro sportivo di Bagno di Romagna, sede di ritiri di squadre di calcio e degli arbitri. Gabetto, che si distingueva per competenza e stile, è stato uno dei primi calciatori professionisti a conseguire una laurea: proprio quando militava nel Perugia si era infatti laureato in giurisprudenza. Nel capoluogo umbro aveva stretto amicizia con alcuni commercianti del centro storico e ex compagni di squadra e saltuariamente era presente in città.

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