Presence of absence commuove il Cantiere Oberdan. Lo spettacolo della compagnia di Belgrado Dah Theatre andato in scena domenica e lunedì nell’ambito della rassegna La MaMa SpoletOpen, inserita nel Festival dei Due Mondi, è tratto dalle testimonianze delle donne bosniache, serbe e kosovare che durante il conflitto hanno tragicamente perso i propri cari, trovandosi a vivere una quotidianità segnata dalla ‘presenza degli assenti’.

Presence of Absence Esperienze, quelle portate in scena a Spoleto57, che cancellano tutti i confini ed estendono il dramma della perdita a tutte le donne, ma anche agli uomini, che hanno vissuto sulla propria pelle le atrocità della guerra. La storia insegna che l’unico modo di curare società devastate da conflitti sanguinose è raccontare la verità compiendo un percorso doloroso che nella regione dei Balcani è tuttora in corso. In questo senso Presence of absence è un contributo e se vogliamo anche un omaggio a questo sforzo.

Il dramma degli scomparsi Durante lo spettacolo le straordinarie performers, Sanja Krsmanovic Tasic e Maja Paripovic, accompagnate dal violino di Nemanja Ajdacic, dicono che «la gente non può semplicemente scomparire, può morire per malattia, può essere uccisa durante le guerre o assassinata, ma non può sparire e basta». Un passaggio che è anche un invito a una presa di responsabilità verso tutti quei dispersi le cui famiglie ogni giorno sono ancora inevitabilmente costrette ad interrogarsi: Dove sono? Chi li ha presi? Sono vivi? In nome di chi o cosa sono stati rapiti? Cosa stanno facendo per loro i governi? 

Dramma senza confini Alla fine dello spettacolo a terra restano le sagome dipinte su dei sacchi, rappresentano le persone scomparsi nelle guerre, accanto alle quali vengono lasciate delle rose, come fanno le madri degli scomparsi da Dulici (Bosnia) che da anni portano fiori nei luoghi dove i loro figli sono stati presi e le loro tracce cancellate, ma anche le famiglie dei serbi rapiti in Kosovo fino a quelle dell’Argentina alle madri di Plaza de Mayo in un’esperienza tragica senza confini, ma con tanto dolore.

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