Fibrillazione nel mondo degli appassionati per l’appuntamento di Spoleto Jazz di venerdì 17 ottobre quando al Caio Melisso arriverà il 33enne Michael Mayo per l’unica data italiana della tournée organizzata in Europa per presentare il suo secondo album “Fly”.
Il concerto è probabilmente il colpo più grosso messo a segno da Silvia Alunni, direttrice artistica della manifestazione e di Visioninmusica, che è riuscita ad assicurare a Spoleto Jazz Mayo, considerato «un talento vocale che ridefinisce i confini del possibile», come si legge nella nota stampa di presentazione del concerto. Mayo per Alunni e la sua squadra «non è semplicemente un cantante, ma un architetto sonoro che usa la sua voce come uno strumento orchestrale», tanto che «la sua performance è un atto creativo che fonde la tradizione black con l’elettronica e l’improvvisazione più ardita con la forma canzone».
Il 33enne «dotato di un controllo tecnico prodigioso» ed è in grado di «costruire dal vivo paesaggi sonori complessi, utilizzando loop station e armonizzatori per moltiplicare la sua voce in un coro polifonico mozzafiato». Al Caio Melisso per Spoleto Jazz il pubblico può quindi prepararsi a «un’esperienza immersiva, un flusso di coscienza musicale in cui si intrecciano soul, R&B, jazz e influenze classiche», sommata a «un’ ‘interpretazione carica di un’intensità rara, capace di passare da momenti di pura euforia ritmica a intime ballad quasi sussurrate».
Mayo a Spoleto Jazz arriva con “Fly” «un’opera che cattura l’esaltazione del lasciarsi andare alla creatività, permettendo alla musica di condurre il viaggio». Il 33enne ha infatti sfornato quello che viene considerato dagli organizzatori della manifestazione «un album ricco di brani originali e cover che mettono in luce la capacità di Michael di rendere propri anche standard iconici come Four (Miles Davis) e Just Friends (John Klenner)».
