di Chiara Fabrizi

Dovrebbe arrivare il 29 gennaio la conferma degli aumenti dei costi parametrici per i cantieri della ricostruzione post sisma così da evitare i cosiddetti accolli economici a carico dei terremotati proprietari di immobili danneggiati. Si tratta della misura con cui il Governo tenta di far fronte all’esaurimento del plafond da 330 milioni con cui fino alla fine 2025 era stato rifinanziato il Superbonus, che nel Centro Italia terremotato è stato utilizzato per compensare la differenza tra il contributo statale per la riparazione dei danni e gli effettivi costi edili.

Alcuni dettagli sono emersi a Norcia nell’ambito dell’incontro che la presidente Stefania Proietti ha avuto coi sindaci del cratere umbro e qui il direttore regionale dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Umbria, Stefano Nodessi Proietti, ha spiegato che l’incremento dei costi parametrici, che determinano il contributo di ricostruzione, girerà tra il 15 e il 21 per cento a seconda della tipologia di immobile danneggiato e di altre variabili. I dettagli della misura sostitutiva del Superbonus dovrebbero arrivare in sede di cabina di regia, convocata appunto per il 29 gennaio prossimo. A quel punto si comprenderà se l’intervento del Governo sarà giudicato sufficiente da Ance-Confindustria, che a fine anno aveva segnalato il rischio di stallo sulla ricostruzione privata pesante.

Per il resto Nodessi a Norcia ha portato un report sintetico sullo stato dell’arte della ricostruzione, da cui emerge, come già visto in occasione del documento diffuso il 30 ottobre scorso, con la riparazione dei danni leggeri che è «avviata a conclusione con una percentuale di evasione delle pratiche pari a circa il 92 per cento delle istanze presentate», mentre è definita «ben avviata, con una percentuale di evasione di circa l’80 per cento delle domande arrivate in forma completa» per la ricostruzione pesante. La presidente dal canto suo ha ribadito «l’impegno della Regione e della struttura commissariale a velocizzare la ricostruzione delle case e degli edifici pubblici nell’area del cratere. Il nostro obiettivo – ha detto Proietti ai sindaci – è tutelare le vostre comunità, contrastare lo spopolamento e garantire quei servizi indispensabili per assicurare il presente e costruire il futuro per le nuove generazioni». E proprio i primi cittadini del cratere umbro del sisma hanno sottolineato le esigenze di ogni territorio in merito alla ricostruzione, evidenziando in particolare la necessità di maggiore personale tecnico.

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