Il turismo lento può essere una chiave di rinascita per i territori feriti dai terremoti del 2016 e 2017, specialmente nell’Appennino centrale. Proprio attraverso nove cammini a piedi che si snodano tra la natura incontaminata e borghi antichi, queste aree stanno riscoprendo un nuovo slancio. Questi percorsi, raccontati nel volume “I cammini della rinascita. Tesori nascosti nell’Appennino centrale” di Chiara Giacobelli, sono stati presentati a Palazzo Chigi dalla ministra del Turismo e dal Commissario straordinario per il sisma, sottolineando come la riscoperta di questi sentieri rappresenti un’opportunità concreta di valorizzazione e ripresa.
Nel 2024, più di 191mila persone hanno camminato lungo i cammini italiani, con una crescita di quasi il 30% rispetto all’anno precedente. Questo trend promette di sostenere i territori colpiti dal sisma, ricchi di storia e spiritualità, offrendo esperienze legate a percorsi religiosi e laici come il Cammino Francescano della Marca, la Via Lauretana, il Cammino dei Cappuccini, il Cammino nelle Terre Mutate, il Cammino di San Giuseppe da Leonessa, quello di San Benedetto, la Via di Francesco, il Cammino naturale dei Parchi e il Cammino dei Monti e dei Santi.
La rete di accoglienza lungo i circa 70 punti tappa del cratere, oggi con posti letto limitati, sta crescendo grazie a investimenti di circa 50 milioni di euro dedicati allo sviluppo del turismo lento, con forme di ospitalità che spaziano dalle abitazioni dei residenti alla riconversione di strutture esistenti. L’obiettivo è non solo ricostruire le case, ma anche rinvigorire il tessuto economico e sociale, affinché queste abitazioni non restino vuote, come ha spiegato il Commissario Castelli.
Il turismo lento, caratterizzato dal legame profondo tra persone e territorio, è particolarmente indicato per territori fragili come l’Appennino centrale, un’area spesso trascurata e meno valorizzata rispetto alle Alpi. Qui, camminare e vivere i paesaggi a passo d’uomo diventa un modo di conoscere e sostenere comunità uniche, come quelle umbre, dove tra il ponte tibetano di Sellano, la ciclopedonale del Nera, il Museo delle mummie di Ferentillo e le Gole del Velino si intrecciano storie e bellezze naturalistiche.
Il turismo esperienziale e dolce, secondo il governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio, è ideale per questi luoghi delicati, troppo fragili per il turismo di massa. La presidente dell’Umbria Stefania Proietti torna a sottolineare come la ricostruzione sia un processo di rinascita che riguarda non solo i beni materiali, ma soprattutto le comunità che li abitano.
Questo sistema di cammini rappresenta dunque una preziosa opportunità di sviluppo sostenibile per l’Appennino, capace di mitigare gli effetti dello spopolamento e di valorizzare le tradizioni e i tesori nascosti di un territorio segnato dal sisma ma pronto a rialzarsi.
