Vittorio Sgarbi a Spoleto nel 2012

di C.F.
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Vittorio Sgarbi torna in città per il Due Mondi con la seconda edizione della sua rassegna Spoleto arte. A Palazzo Leti-Sansi, nel cuore del centro storico, il critico d’arte porterà in mostra le opere di Eugenio Carmi, uno dei principali esponenti dell’astrattismo, e José Dalì, figlio del più noto Maestro del surrealismo Salvador Dalì, ma anche la personale del premio Nobel Dario Fo.

Sgarbi torna in città Spoleto arte inaugurerà il 27 giugno alle 18.30, in concomitanza con la prima alzata di sipario del Festival,  l’opera al Nuovo-Menotti è attesa alle 19. Le mostre di Sgarbi non sono inserite nel programma del Due Mondi con cui nel 2012, al debutto della rassegna, si consumò lo scontrò tra minacce di querele e provocazioni, memorabile Berlusconi e la fellatio in bronzo.

Spoleto arte Sgarbi appare comunque concentrato sul presente e soprattutto sull’allestimento di Spoleto arte presentato come «un osservatorio sugli artisti emergenti». Negli spazi espositivi di palazzo Leti-Sansi il critico esporrà le opere di Carmi e Dalì, ma anche Alberto Pistoresi, Maria Pia Severi, Alessandra Turolli, Max Laudadio, Alba Tortorici, Simona De Maira, Giuseppe Santonocito, Verena D’Alessandro e altri.

La personale di Dario Fo L’appuntamento più atteso, però, è quello con la personale di Dario Fo, 20 tele che raccontano la sua passione per la pittura, dagli esordi, nel 1964, fino ai giorni nostri. Ma non solo. Insieme alle tele, Dario Fo porta a Spoleto immagini, disegni e video che raccontano aspetti noti e meno noti del suo lavoro teatrale, foto di scena e scenografie.

Omaggio a Pasolini e ciclo d’incontri La rassegna, poi, propone anche un omaggio a Pier Paolo Pasolini, attraverso gli scatti di Roberto Villa, un maestro della fotografia, nel 1973 invitato da Pasolini a fotografare le riprese del film Il fiore delle Mille e una notte. Spoleto Arte inaugura anche un ciclo d’incontri durante i quali Sgarbi interrogherà i grandi vecchi della cultura italiana sul tema Il futuro del mondo. «Sentiremo Dario Fo, Gillo Dorfles, Boris Pahor, Mina Gregori, Eugenio Carmi, Giuseppe Sgarbi – spiega il critico – come hanno vissuto e come pensano che noi potremmo vivere. Contestualmente verranno ricordati Giancarlo Menotti e Margherita Hack».

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