Nel cratere del sisma c’è il via libera alle classi scolastiche in deroga fino al 2029, anche se era già previsto fino al 2028. Il prolungamento di un ulteriore anno della misura particolarmente importante per le aree interne, come di Umbria, Lazio, Abruzzo e Marche colpite nel 2016 dal terremoto, è stato deciso con un decreto del ministro Giuseppe Valditara.
Il provvedimento stanzia 2,4 milioni di euro per assegnare nuove risorse per l’attivitazione dei posti di docenti, personale Ata e dirigenti scolastici nelle aree del Centro Italia piegate dal sisma di nove anni fa, ma anche nei Comuni dell’isola di Ischia che con l’emergenza hanno fatto i conti nel 2017. Già in precedente, comunque, per le classi scolastiche in deroga, precisamente per il quinquennio 2024-2028, il ministero aveva stanziato oltre 4 milioni di euro per annualità.
«Mantenere i servizi scolastici nei territori colpiti dal sisma significa dare una
garanzia di futuro alle comunità che hanno scelto di restare», ha detto il commissario Guido Castelli, tornato a dire come «la ricostruzione non sia fatta soltanto di muri e cantieri, ma soprattutto di persone e comunità che in quei luoghi crescono e scelgono di rimanere. Con queste risorse diamo un orizzonte chiaro e concreto: scuole piene, attive e vive, che sono la prima vera garanzia di rinascita, senza lasciare indietro nessun bimbo».
