Roberto Ciamarra. Foto: Valsa Group Modena

di Carlo Forciniti

Roberto Ciamarra ne ha fatta di strada. Raccogliendo successi un po’ ovunque. Tanto da rubare l’occhio a Ferdinando “Fefè” De Giorgi. Il 2025 è ai titoli di coda. Al coach spoletino attuale secondo della Valsa Group Modena, squilla il telefono. Dall’altra parte c’è proprio il Ct dell’Italia campione del Mondo in carica che gli propone di entrare a far parte del suo staff: da vice allenatore. Roberto accetta. 

Fine 2025 indimenticabile Il suo personale tramonto dell’anno solare è da fuochi d’artificio. Rigorosamente a tinte azzurre. E pazienza se mezz’ora dopo una telefonata che non allunga la vita come quel famoso spot ma che nobilita un percorso già foriero di soddisfazioni, Ciamarra si rompe il crociato. «È andata proprio così – racconta con il sorriso a Umbria24 -. Neanche il tempo di assorbire la notizia che il mio ginocchio ha fatto crac». 

Orgoglio Ma il contrattempo (eufemismo) non cancella l’orgoglio per una nomina che per il diretto interessato ha un valore incommensurabile. «Alla Nazionale italiana non si può dire di no. Con De Giorgi avremo tempo e modo di conoscerci – puntualizza -. Nei miei pensieri, nelle mie  aspettative, nei miei orizzonti non c’era la chiamata dell’Italia. Per me è un punto di arrivo a livello di ambizioni e motivazioni nel cercare l’eccellenza quotidiana, non rappresenta certo una fonte di appagamento. Sono carico. Ci aspetta un’estate importante con gli impegni in Vnl e all’Europeo che si disputerà in Italia ed anche nella “mia” Modena».

Mentore La città emiliana ha rappresentato una delle tante tappe nella carriera di Ciamarra. Ed un crocevia decisivo. Perché lavorare con Angelo Lorenzetti – oggi coach della Sir Susa Scai Perugia – si è rivelato qualcosa di impagabile. «Sono arrivato a Modena grazie ad un altro umbro, Andrea Sartoretti. E lì ho avuto il privilegio di conoscere Lorenzetti, ormai un umbro acquisito. Mi ha insegnato la pallavolo, la mia base di conoscenza è stata forgiata da lui. È il mio maestro. Poi ho avuto anche il privilegio di conoscere Andrea Giani con cui ho fatto delle esperienze straordinarie con alcune Nazionali. Con la Slovenia e con la Germania siamo arrivati secondi all’Europeo, con la Francia abbiamo conquistato uno splendido oro olimpico. Nel mio cammino ho conosciuto grandi personaggi, tra cui proprio Ferdinando De Giorgi. Ci siamo sentiti, ci siamo incontrati, ci siamo piaciuti. Il percorso comincia ora».

Le origini spoletine In realtà, quello di Roberto Ciamarra era iniziato già da piccolino. Perché ha cominciato a vivere la pallavolo da subito. «Mio papà era un dirigente della Olio Venturi, mi portava a seguire le partite di Spoleto dove sono nato e ho vissuto fino all’età di 18-19 anni. Si può dire che sono cresciuto dentro il Pala Rota. Spoleto è parte della mia infanzia e della mia adolescenza. Da lì è nato tutto». E ora un’altra tappa. Un’altra avventura. A tinte azzurre. L’Italia chiamò. 

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