di Chiara Fabrizi
Quattro concerti tra cui l’unica data italiana di Michael Mayo. Si presenta così la sesta edizione di Spoleto Jazz che, quest’anno più che in passato, porta in due teatri cittadini, il Caio Melisso e il Nuovo-Menotti, la «musica come linguaggio di pace, come spazio di dialogo e comprensione reciproca», dice Silvia Alunni, la direttrice artistica della manifestazione, che con la manifestazione lancia un appello chiaro: «Jazz not war». Una premessa, questa, che, insieme al proposta, ha già fatto registrare «un buon successo di pubblico: a oggi, cioè ancor prima della presentazione ufficiale, abbiamo venduto 500 biglietti e registrato un incremento del 20 per cento degli abbonamenti, che vengono proposti a 75 euro, quindi con uno sconto sui quattro concerti che è del 30 per cento».
Affiancata dal sindaco Andrea Sisti, dal suo vice Danilo Chiodetti e dall’assessore allo sviluppo economico Paroli, Alunni ha presentato giovedì mattina in Comune il programma di Spoleto Jazz, che apre il 10 ottobre al Caio Melisso con Lari Basilio e il progetto “Redemption”: «Parliamo di una chitarrista brasiliana osannata dal pubblico mondiale per le straordinarie melodie, perché più che una chitarrista è una narratrice: l’evento è imperdibile e la platea è praticamente già piena, per cui chi pensa di partecipare non temporeggi troppo», ha detto Alunni.
Una settimana dopo, stesso teatro, sarà il turno di Mayo, «giovane afroamericano, che è in tournée in Europa col suo ultimo disco “Fly” e che ha scelto Spoleto Jazz come unica data italiana», ha detto Alunni, spiegando di averlo dovuto “catturare” nel marzo scorso per portarlo in Umbria in quartetto. «Parliamo di un talento immenso, di una grande promessa del jazz vocale e l’interesse intorno a questa data è tanto, lo vediamo dalla vendita dei biglietti venduti fino in Svizzera».
Il Nuovo-Menotti, invece, è stato riservato ad Anthony Strong and Colours jazz orchestra diretta da Massimo Morganti, che porterà sul palco una ventina di elementi per un concerto che condenserà «l’eleganza del grande swing ever green», ha detto Alunni, ricordando poi che Strong «è anche un grande pianista, che presenta un jazz molto fruibile, conservando, però, una qualità altissima». Il programma è un tributo al repertorio dei grandi crooner, da Cole Porter a Frank Sinatra con arrangiamenti curati dallo stesso Strong.
A chiudere Spoleto Jazz sarà il 22 novembre il pianista cubano Alfredo Rodriguez, che al Caio Melisso si esibirà in trio per presentare “Coral Way”, il suo ultimo disco che è un tributo alle radici afro-cubane del jazz, arricchito da improvvisazione, groove e passione latina. Alunni non ha esitato a definirlo «un top di gamma, uno dei miei pianisti preferiti, uno di quei musicisti che ti fanno lasciare il concerto con un sorriso stampato in faccia, perché lui e i musicisti che lo accompagnano si divertono dalla prima all’ultima nota».
Spoleto Jazz è stato definito «un tassello importante del palinsesto annuale degli eventi della città, un progetto ambizioso e una rassegna di qualità, in cui abbiamo creduto fin dal nostro insediamento», ha detto il sindaco Sisti, mentre il suo vice Chiodetti ha sottolineato «il messaggio che la manifestazione lancia quest’anno “Jazz not war”, che ha il nostro totale sostegno». Paroli invece, dopo aver evidenziato come «la passione faccia la differenza nell’organizzazione degli eventi e Alunni ne è la dimostrazione», ha affermato: «Spoleto Jazz si è inserito in un periodo che era “morto” per la nostra programmazione di eventi e lo ha fatto restituendo alla città non solo grande musica, ma anche un ritorno di presenze non indifferente».
