di Chiara Fabrizi
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Tre bozze di statuto, un numero imprecisato di emendamenti e la decisione di sospendere l’assemblea dei soci della Fondazione Festival che, con il tecnicismo della prosecuzione, tornerà a riunirsi lunedì mattina. È una fumata nera quella registrata mercoledì pomeriggio a palazzo municipio sulla delicata vicenda della modifica dello statuto e dell’elezione del presidente.
L’ordine del giorno dell’assemblea Nonostante le tre ore abbondanti di confronto, si è chiusa, quindi, con un nulla di fatto la massima assise della prestigiosa kermesse convocata per approvare la discussa variazione di statuto che, questo il punto, oltre alla riduzione da 7 a 5 membri del Comitato di gestione, da licenziare per legge entro il 9 dicembre, era chiamata a dare il via libera a una serie di modifiche, tra cui proprio la composizione del Comitato, i poteri e la nomina del nuovo presidente, incarico che, ormai con ogni probabilità, sarà affidato al sindaco pro tempore e, quindi, a Daniele Benedetti.
Tre bozze di statuto Ma ieri pomeriggio niente di tutto questo è stato fatto. Tanto per cominciare i 33 dell’assemblea negli ultimi cinque giorni si sono visti recapitare tre diverse bozze di statuto, la prima il 30 novembre, la seconda martedì, la terza ieri proprio all’inizio della riunione. Nel documento discusso dai 33, si tratterebbe del secondo articolato inviato, il direttore artistico del Festival risultava membro del Comitato di gestione, con un equilibrio di poteri che avrebbe creato una serie di malumori da Spoleto fino a palazzo Donini.
L’emendamento del sindaco E probabilmente è proprio alla luce delle perplessità circolate in diversi ambienti che, mercoledì, il sindaco Benedetti ha presentato un emendamento sulla composizione del Comitato fresca di rivisitazione, compiendo quello che da più parti è stato definito come un passo indietro. Nella modifica messa sul tavolo dal primo cittadino il direttore artistico sarebbe fuori dal Comitato, lasciando il posto al presidente della Provincia o a un suo delegato. Una modifica che, seppur distendendo il clima dell’assemblea, ha di fatto ribaltato l’impianto dello statuto con il rischio, ieri sottolineato da diversi soci, di generare numerose incongruenze tra gli articoli e i commi di cui si compone il documento e, di riflesso, una raffica di emendamenti.
Tutto rinviato a lunedì Da qui l’impasse dell’assemblea che ha richiesto a gran voce qualche giorno di tempo per approfondire lo statuto e gli effetti della modifica proposta da Benedetti. Sulla manovra, però, incombe la scadenza del 9 dicembre, data entro la quale va ridotto da 5 a 7 il numero dei membri del Comitato, pena responsabilità erariale e nullità degli atti. L’escamotage trovato, con non poche frizioni, è stato quello della sospensione dei lavori e della ripresa, con il tecnicismo della prosecuzione, fissata per lunedì mattina.
