Duomo di Spoleto (foto Agf-Laura Antonelli)

Non solo musica, danza e teatro. Con Spoleto65 tornano anche le mostre, a cominciare da quelle di Palazzo Collicola. Qui il direttore Marco Tonelli propone quattro nuove esposizioni: Euforia Carogna di Flavia Mastrella e Antonio Rezza; Pagine di luce del video artista Fabrizio Plessi; Uno sguardo italiano con pezzi della la Collezione Attolico; ed EmLibrary dello Studio Eliseo Mattiacci. Il Due Mondi, invece, propone ex Monte di Pietà inaugurata ieri la nuova mostra Gli anni Menotti 1958-1998, mentre al San Nicolò arriva The spring of african women.

Quattro mostre a Palazzo Collicola In particolare, al piano nobile di Palazzo Collicola è stata allestita una sorta di grande performance di Rezza e Mastrella in cui cicli di sculture utilizzate in spettacoli teatrali animano il museo come fragili e impertinenti intrusi, mentre in alcune sale vengono proiettati video, frammenti di film, azioni teatrali e sonorizzazioni come Il pianto del centauro. Plessi, invece, si presenta al Due Mondi con un’esposizione dedicata per certi versi alle arti performative. Il video artista porta a Spoleto le sue scenografie digitali realizzate dagli anni Ottanta a oggi, proiettandole su sei monumentali libri a documentare lavori eseguiti per il teatro e la danza contemporanea. Particolare interesse, invece, intorno a Sguardo italiano, che si annuncia come una mostra nella mostra, grazie al comodato a lungo termine della importante Collezione Attolico, che consegna opere pittoriche che vanno a completare idealmente il percorso di Palazzo Collicola, tra cui Burri, Castellani, Manzoni, Alviani, Agnetti, Kounellis, De Dominicis, Schifano, Arienti, Campanini e Vezzoli, che insieme rappresentano un esemplare spaccato dell’arte italiana dalla seconda metà del XX secolo ai nostri giorni. Infine, Tonelli per il ciclo di mostre che inaugurano il 24 giugno con Spoleto65 accoglie l’archivio e le ispirazioni dello scultore Eliseo Mattiacci, che qui prendono forma in una mostra e negli spazi digitali di Instagram nel progetto EMLibrary (Eliseo Mattiacci Library).

Gli anni Menotti 1958-1998 È, invece, un omaggio al fondatore del Due Mondi, la mostra Gli anni Menotti 1958-1998 che parte dalla serie di bozzetti originali di costumi e scene teatrali trovati l’autunno scorso del caveau della ex Banca popolare di Spoleto e ora messi a disposizione del pubblico dopo un lavoro di recupero e identificazione. Ma nello spazio espositivo sono presenti anche i costumi di L‘italiana in Algeri diretta da Thomas Schippers e di Ascesa e rovina della città per la regia di Giuseppe Patroni Griffi. La collaborazione con l’Istituto Luce, inoltre, ha permesso di esporre 40 fotografie che testimoniano la ricchezza culturale e l’internazionalità di quegli anni, mentre Casa Menotti ha concesso una serie di filmati d’epoca e immagini ridigitalizzate dei reportage trasmessi dai cinegiornali Radar e Luce rimontate da Roland Sejko.

The spring of african women Al San Nicolò, infine, il Festival porta le fotografie della matematica Patrizia Bonanzinga per una mostra curata da Manuela Fugenzi che presenta anche una video installazione di Davide Giorni. Si tratta di The spring of african women, ossia la primavera delle donne africane, precisamente delle regioni sub-sahariane, che negli scatti concessi al Due Mondi sono rappresentate nel loro silenzio vitale, concreto e quotidiano, attraverso posture e sguardi, identità comuni e individualità con cui Bonanzinga consapevolmente gioca, avvicinandosi con empatia e rispetto.

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