È attesa per il 27 giugno la prima alzata di sipario del Due Mondi affidata come sempre all’opera lirica e attesa alle 19 al teatro Nuovo-Menotti. In scena il trittico di storie brevi La mort de Cléopâtre, La dame de Montecarlo e Erwartung, una produzione del Festival per la regia di Frédéric Fisbach, la scenografia e luci a cura di Laurent P. Berger e i costumi di Luisa Spinatelli. Le musiche dell’opera saranno eseguite dall’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, diretta dallo statunitense John Axelrod.

La mort de Cléopâtre La prima delle tre opere brevi, La mort de Cléopâtre, musica di Hector Berlioz e testo di Pierre Ange Vieillard, racconta gli ultimi drammatici momenti della vita di Cleopatra, in cui la protagonista, umiliata e disperata, rievoca i tempi felici della sua esistenza, quelli passati a fianco di Cesare e poi di Antonio, a quelli in cui il suo splendore e la sua bellezza avevano ancora potere ed influenza. Solo la morte potrà ridarle dignità e onore, con la speranza che, una volta senza vita, potrà essere ammessa in una delle piramidi dei grandi faraoni d’Egitto. Un brano scritto in chiave romantica, in cui le musiche struggenti e drammatiche di Berlioz scandiscono tutti gli ultimi ricordi della celebre regina d’Egitto.

La dame de Montecarlo Il monologo lirico è tratto da una delle poesie de Théâtre de poche di Jean Cocteau, e conclude l’opera Journal des mes mélodies del compositore e pianista francesce Francis Poulenc. Scritto per la cantante Marianne Oswald, da lei poi registrato negli anni Trenta, il monologo parla di una donna ormai adulta, disperata, vittima e schiava del gioco d’azzardo e tremendamente sfortunata. Il tempo prevalentemente triste e quasi patetico accompagna il suo suicidio, in mare, gridando per l’ultima volta «Montecarlo», quel nome così sacro a tutti i giocatori.

Erwartung Il monodramma, musica di Arnold Schönberg e libretto di Marie Pappenheim, si sviluppa tutto in una notte molto buia ed ha per protagonista una sola donna che, in preda alla disperazione e al terrore, si mette all’angosciosa ricerca del suo amato, che troverà però morto. Questa ricerca darà vita ad un monologo ininterrotto, delirante e carico di emozioni contrapposte, dall’odio al perdono, passando tra ricordi, presagi e allucinazioni. Un flusso di coscienza convulso, la cui drammaticità viene enfatizzata dalle musiche.

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