Giorgio Ferrara e Adriana Asti, poi Carla Fendi e Silvia Venturini Fendi. Questi i protagonisti del primo appuntamento della rassegna Incontri di Paolo Mieli che da qui al 12 luglio incontrerà quindici personalità del mondo della cultura, economia e politica per raccogliere differenti visioni di futuro.
Paolo Mieli e Mauro Luchetti Il format ideato dal gruppo Hdrà per il Festival di Spoleto e di scena del Salone dei Vescovi di Palazzo Arcivescovile si è aperto sabato: «Vogliamo cercare di scoprire dai nostri ospiti – ha spiegato Mieli – quali sono state le più grandi speranze della giovinezza, le promesse non mantenute, i sogni realizzati. E come vedono il futuro adesso», mentre il presidente del gruppo Hdrà, Mauro Luchetti, ha salutato il debutto della manifestazione con un auspicio: «Abbiamo riaperto il magnifico giardino di Palazzo Campello, nel quale si intratteneva Gian Carlo Menotti. Per il prossimo anno speriamo possa riaprire l’intera struttura per sancire la completa rinascita del Festival, che grazie a Giorgio Ferrara e a tutta l’organizzazione ha ricevuto in questi ultimi anni un impulso fortissimo».
Giorgio Ferrara e Adriani Asti Domande difficili, ma stimolanti al Palazzo «Ho un certo lieve tremore pensando al futuro – ha confessato Giorgio Ferrara – ma lo supero vivendo con ottimismo e cercando di vedere tutto positivamente». Una visione che per molto tempo non è stata possibile per Adriana Asti, attrice superba e moglie di Ferrara, che ha parlato senza remore della depressione che in passato l’ha accompagnata: «Sono stata paziente di Cesare Musatti per 35 anni – ha raccontato – oggi perseguo l’ozio nel lavoro. Potrebbe essere un futuro piacevole. Forse lavorerò tutta la vita. Ma oziando».
Carla Fendi e Silvia Venturini Fendi Il secondo incontro ha visto protagoniste Carla Fendi, presidente onorario della maison e grande sostenitrice del Festival spoletino, e Silvia Venturini Fendi, che porta avanti oggi la tradizione familiare contribuendo a globalizzare il marchio: «Mio padre – ha detto la prima – ci parlava del futuro, diceva che il nome Fendi, breve, musicale, facilmente comprensibile, sarebbe divenuto famoso nel mondo». Un’autentica visione diventata realtà grazie a un talento tutto femminile. «Faccio parte della terza generazione di questa famiglia di donne dalla forte personalità, modelli complessi e importanti a cui guardo anch’io», ha chiosato Silvia Venturini Fendi.
