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mercoledì 19 maggio - Aggiornato alle 05:24

Umbria Jazz, intervista a Steve Wilson: «Io e Lewis Nash, due ballerini-pescatori che vogliono suonare musica fresca»

Sassofonista e batterista terranno mercoledì l’ultimo dei tre concerti (da non perdere): «Venite, sarà unico. Il jazz è in ottima forma»

Il duo Wilson-Nash alla Podiani (foto M.G. per Umbria24)

di Daniele Bovi

Due ballerini, oppure due pescatori che ogni giorno portano al mercato dei concerti quello che il mare della musica offre, senza fare programmi sul prodotto. Tra gli appuntamenti più attesi di questa edizione numero 44 di Umbria Jazz c’è il terzetto di concerti di Steve Wilson e Lewis Nash in programma nel magnifico scenario della sala Podiani, all’interno della Galleria nazionale dell’Umbria per la rassegna «Jazz goes to the museum». Un tipo di duetto, quello tra il sassofono di Wilson e la batteria di Nash, di certo non troppo frequentato ma molto apprezzato dai tanti che anche nella calura del mezzogiorno di domenica hanno deciso di venire alla Galleria. Al termine del concerto, il secondo della serie e molto applaudito (il primo è andato in scena sabato, l’ultimo mercoledì), Wilson, che può anche vantare lunghe collaborazioni come quelle con Chick Corea e Christian McBride, ha spiegato a Umbria24 un punto fondamentale, ovvero «il fatto che io e Lewis parliamo lo stesso linguaggio musicale; ormai abbiamo questo duo da 15 anni e lavoriamo a molto progetti differenti. Questo lo abbiamo chiamato “Duologue” perché è un duo ed è un dialogo, una conversazione molto naturale».

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Il concerto Nulla o quasi è preparato, fatto che rende ogni concerto qualcosa di unico: «Scegliamo – racconta – di fare qualche standard, qualcosa di originale e come oggi molto materiale che rappresenta un tributo ad alcuni grandi maestri». E infatti tar i pezzi proposti al pubblico della Podiani ci sono stati brani come «Doxy» di Sonny Rollins, un grande amico di Umbria Jazz lontano ormai da due anni dalle scene e salutato con molto affetto da Nash, «Day dream» di Duke Ellington, un lungo tributo a Thelonious Monk senza dimenticare un altro gigante come Ron Carter. Il tutto in oltre 70 minuti di dialogo fitto, che ha lasciato spazio al lirismo di Wilson e allo swing di Nash e dove i due strumenti, questo uno dei punti centrali, sono parsi fortemente complementari. «Io e Lewis – continua Wilson – non ci vediamo troppo spesso perché abbiamo agende molto piene e così di solito non abbiamo nulla di preparato, non pianifichiamo quello che suoniamo e non abbiamo routine; saliamo sul palco e vediamo quello che succede». Per descrivere quella che ormai, e il concerto di domenica è stata l’ennesima dimostrazione, è una coppia affiatata, Wilson usa questa immagine: «Sul palco siamo due ballerini e ci sono sempre delle differenze da un concerto all’altro, determinate dalla sala, dal pubblico e via così».

FOTOGALLERY: PEGORARO E REA
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FOTO: CAINE E FRESU AL MORLACCHI

Venite mercoledì Nulla di preparato dunque neanche per mercoledì a mezzogiorno, quando terranno l’ultimo concerto in città (in mezzo ci sono le master class con i tanti studenti delle Clinics Berklee che si tengono in questi giorni). «Non sappiamo ancora – dice Wilson – quello che suoneremo, vogliamo sempre vedere come stiamo e le sensazioni che proviamo quel giorno. In questo modo la musica è più fresca; è un po’ come andare a pesca, tirare su quello che riesci e per poi portarlo al mercato del giorno. Trattiamo la musica allo stesso modo». La sua Wilson la dice anche sul festival perugino («io e Lewis veniamo qui da molto, è uno dei migliori al mondo ed è sempre un onore») e sullo stato del jazz e della musica in generale, secondo lui «ottimo. E dico questo – spiega – perché in giro ci sono tanti ottimi musicisti da tutto il mondo, e anche tanti giovani che stanno crescendo. Certo, non c’è dubbio che il business che ruota intorno alla musica sia un po’ in difficoltà ma lei, la musica, è in gran forma». E se lo dice Steve Wilson c’è da credergli.

IL TRIONFO DI CAINE E FRESU AL MORLACCHI

Gli album Chi non potesse ascoltarli mercoledì può comunque farlo acquistando «Duologue», l’album firmato dalla coppia nel 2014. Nei primi giorni di quell’anno, a cavallo con il 2013 durante quell’edizione di Umbria Jazz winter, sono stati registrati i concerti tenuti al museo Emilio Greco poi pubblicato a metà 2015 in allegato alla rivista Musica Jazz; un album, quello dei due ‘pescatori’, nato proprio durante quei giorni senza che nessuna registrazione fosse stata preparata in precedenza. Dentro pezzi come «Con alma» di Dizzy Gillespie, «Equinox» di John Coltrane, «Chelsea Bridge» di Billy Strayhorn, «Misterioso» e «We see» di Thelonious Monk.

Twitter @DanieleBovi

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