Quantcast
sabato 16 ottobre - Aggiornato alle 17:09

Umbria Jazz, incontro Bracco-Franceschini. E spunta anche l’idea di un fronte delle Regioni

I Funk Off lungo corso Vannucci

di Daniele Bovi

Per ora è un’apertura, parole che dovranno trasformarsi in euro ma che quantomeno danno il la ad una discussione. Lunedì mattina a Roma il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha incontrato il trombettista Paolo Fresu insieme ai rappresentati delle associazioni italiane di musica jazz, spiegando che «il jazz italiano rappresenta un’autentica ricchezza del patrimonio musicale nazionale e pertanto ne va sostenuta la produzione e la promozione». «È giunto il tempo – ha aggiunto – che anche il Governo e il Parlamento riconoscano finalmente questa eccellenza». Insomma, quantomeno a parole sembrano lontani i tempi dell’ex ministro Lorenzo Ornaghi, che chiuse il rubinetto a Umbria Jazz Winter sostenendo che questa musica «non è espressione diretta della cultura italiana».

UJ ’14: I PRIMI NOMI IN CARTELLONE

Serve sostegno Franceschini, all’incontro al quale hanno partecipato Luciano Linzi di Umbria Jazz, Gianni Pili dell’associazione i-jazz, Ada Montellanico e Francesco Ponticelli dell’associazione Midj, Giambattista Tofoni di Europe Jazz Network e Filippo Bianchi, promotore dell’appello per il jazz www.xiljazz.it, ha anche sottolineato che una «particolare attenzione» serve per «i giovani talenti che devono poter maturare in un contesto favorevole per fare della propria passione una vera e propria professione». Parole che l’assessore regionale alla Cultura Fabrizio Bracco apprezza: «Finalmente – dice a Umbria24 – il ministro ha aperto una strategia dell’attenzione nei confronti del jazz». Nei giorni scorsi, per la precisione dopo la presentazione dell’edizione 2014 del Festival dei Due Mondi, Bracco e Franceschini si sono incontrati per parlare anche di Umbria Jazz.

L’incontro «L’ho incontrato – dice Bracco –, gli ho sottoposto il problema di Umbria Jazz e in quella sede mi aveva annunciato che avrebbe aperto un confronto. Il passaggio che ha fatto è importante, perché il Ministero ha mostrato sempre disattenzione se non disinteresse, adesso finalmente il ministro sembra interessarsi». L’anno scorso l’edizione estiva del festival ha potuto contare su un finanziamento ministeriale di 50 mila euro, mentre ora l’obiettivo, in attesa che la commissione ad hoc si riunisca (notizie sono attese non prima di giugno), è quello di riuscire ad incrementare quella cifra. In questo scenario c’è anche da registrare il tentativo delle regioni di formare un fronte comune. Primi contatti con Emilia e Marche già ci sono, con l’Umbria che avrebbe un ruolo specifico nella costruzione della rete del jazz.

Twitter @DanieleBovi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.