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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 11:59

Umbria Jazz, da Hancock a Shorter e Scofield ma non solo: 12 ore di dance con Dj Ralf. Il programma

Il direttore artistico Carlo Pagnotta (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Il direttore artistico Carlo Pagnotta per presentare l’edizione numero 41 della sua creatura parte da chi non c’è, ovvero Stevie Wonder: «Non lo abbiamo mai perso» dice avvolto nella sua solita sciarpa gialla a Perugia, dove mercoledì mattina istituzioni e Fondazione hanno tenuto la conferenza stampa dove è stato alzato il sipario sul programma di Umbria Jazz (a Perugia dall’11 al 20 luglio), il cui manifesto quest’anno è opera di Riccardo Pierassa del Nuovo istituto di design. «Abbiamo fatto un tentativo prima di Natale – continua Pgnotta – ma c’era una sola data a disposizione. Con le grandi agenzie che lavorano per questi artisti funziona così. Su pop e rock non arriviamo primi, mentre sul jazz sì». Perciò niente da fare, se ne riparlerà magari il prossimo anno. Dopo la grande sbornia del quarantennale vissuta nel 2013, Pagnotta confessa che «non ci sono le grandi star, ma ci sono grandi artisti italiani e internazionali».

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L’Arena Partendo dalle serate dell’Arena Santa Giuliana, dove come al solito è allestito il palco principale, dopo il venerdì a tutto funk e soul (con The Dapton super soul review), il sabato si apre alle 16 con Dj Ralf e il suo progetto Techno-logical dance music festival: ai piatti, per dodici ore consecutive, si alterneranno Ralf e altri dj come Azimute, Juann Atkins, Ellen Allien mentre dalle 1.30 sul palco ci saranno anche il trombonista Gianluca Petrella, il pianista folignate Gianluca Guidi e Leonardo Ramadori. Domenica 13 ancora funk con Ray Gelato e la sua band, per molti anni protagonista dei concerti gratuiti tra piazza IV Novembre e i giardini Carducci; nella seconda parte della serata invece (alle 19.30 verrà trasmessa la finale del campionato mondiale di calcio) spazio a Enzo Avitabile.

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Bollani-Holanda Deciso cambio del mood lunedì sera con il quartetto della pianista brasiliana Elian Elias e, dopo, la coppia Stefano Bollani-Hamilton de Holanda con Anat Cohen ospite speciale. Martedì arriverà da New Orleans la band jazz-funk Galactic, mentre a seguire l’omaggio di Dr. John a uno dei più noti figli della città della Louisiana, Louis Armstrong. Mercoledì ci sarà probabilmente il concerto di punta del festival, con Herbie Hancock e Wayne Shorter. Giovedì l’altra «Great piano night» in programma con Gonzalo Rubalcalba, Armando Gola, Horacio ‘El Negro’ Hernandez e Giovanni Hidalgo. Dopo il cambio palco spazio ad altri due virtuosi degli 88 tasti, ovvero Michel Camilo (che l’anno scorso insieme a ha tenuto uno dei concerti più applauditi di tutto il quarantennale) e la giapponese Hiromi, che ha già avuto modo di farsi apprezzare al festival (due anni fa precedette sul palco il suo mentore Ahmad Jamal, mentre nel 2013 si è conquistata un applaudito round midnight al Morlacchi).

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Due donne come Natalie Cole, figlia del celeberrimo Nat King Cole, e Fiorella Mannoia che ospiterà sul palco Danilo Rea e Fabrizio Bosso, saranno le protagoniste della serata di venerdì. L’ultimo sabato del festival all’Arena ci sarà il rap dei The Roots, da oltre 30 anni punto di riferimento del genere. Chiusura con due vocalist, ovvero Al Jarreau e Mario Biondi. La casa del jazz sarà come di consueto il teatro Morlacchi, dove spiccano i nomi di Cecil McLorin Salvant, che torna a Uj dopo l’edizione 2013 (ospite di Wynton Marsalis) e quella invernale di Orvieto, e del chitarrista John Scofield, che riporta in vita la Überjam Band con il nuovo album uscito l’anno scorso. E poi ancora il quintetto di Roy Hargrove, la giovane Melissa Aldana, Buster Williams col suo ultimo disco (Something More), la cantante e violinista cubana Yilian Canizares. C’è poi la nutrita formazione del jazz tricolore, che annovera oltre a Bollani i Doctor 3 di Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, i quintetti di Paolo Fresu e Francesco Cafiso, il sestetto di Franco D’Andrea, l’omaggio ad Armando Trovajoli fatto dall’orchestra di Dino e Franco Piana e altri ancora.

Clima speciale Tutti artisti che spesso preferiscono Perugia rispetto ad altri festival «perché qui – dice Pagnotta – c’è un clima che non c’è in nessun altro posto del mondo». Altra location dal grande fascino quella della sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria: qui suoneranno il duo blues francese dei Mountain Men e Alessandro Lanzoni, vincitore del Top Jazz 2013 di Musica Jazz. Confermato anche lo spazio di palazzo della Penna, dove protagonisti saranno le nuove generazioni in collaborazione con lo Young Jazz Festival di Foligno. Parte essenziale del festival ovviamente sono i palchi con i concerti gratuiti (piazza IV Novembre e Giardini Carducci dove si terrà anche il Conad jazz contest dedicato ai giovani). A dare il la a Uj 14 saranno, venerdì 10 alle 13, le note del piano di Renato Sellani in quella Bottega del vino che insieme all’hotel Brufani, a La Taverna e al ristorante dell’Arena abbineranno come ogni anno musica e cibo. Al trentesimo anno sono invece arrivate le clinics tenute dalla prestigiosa Berklee, le summer school dove quest’anno parteciperanno 250 ragazzi da ogni angolo del mondo.

Twitter @DanieleBovi

Una replica a “Umbria Jazz, da Hancock a Shorter e Scofield ma non solo: 12 ore di dance con Dj Ralf. Il programma”

  1. Marco P. ha detto:

    che noia di festival!!!
    l’unica novità è ralf,che non gli bastavano più le 2 ore, addirittura 12 ne ha conquistate, un rave party!
    aaaaaaaaaaaaaahahahahahah

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