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martedì 19 ottobre - Aggiornato alle 21:17

Umbria jazz, il cartellone dell’Arena si colora di suoni carioca: Gil, Veloso, Bollani e la Menezes all’esordio

Due giorni all’insegna del Brasile a luglio a Perugia: il finale del festival sarà invece con l’omaggio di Gregory Porter a Nat King Cole e il ritorno di Melody Gardot

Veloso e Gil insieme sul palco di Uj 2015: attesi anche quest'anno

di D.N.

Gilberto Gil con ‘Refavela 40’ per celebrare uno dei suoi progetti più belli di sempre. Caetano Veloso sul palco con i suoi figli. Margareth Menezes, all’esordio al festival. Il ritorno di Stefano Bollani che darà ancora una volta dimostrazione delle sue passioni carioca. Questi i nuovi nomi annunciati da Umbria Jazz per le serate all’Arena Santa Giuliana del 14 e 15 luglio. Edizione 2018 (in programma a Perugia dal 13 al 22 luglio) che si concluderà con Gregory Porter, per l’omaggio a Nat King Cole con la Umbria jazz orchestra diretta da Vince Mendoza, e con la voce emozionante e seducente di Melody Gardot, che sarà suggestivo riascoltare per la quarta volta a Umbria jazz. I biglietti sono in vendita dal 26 febbraio.

Gil e la ‘Refavela’ Il 14 luglio, all’Arena Santa Giuliana di Perugia, sono quindi attesi Gilberto Gil e Margareth Menezes. Protagonista di molte edizioni estive, due volte insieme a Caetano Veloso, Gilberto Gil torna a Umbria Jazz per rievocare e celebrare, a 40 anni di distanza, uno dei suoi progetti più belli ed emotivamente coinvolgenti. Il titolo è ‘Refavela 40’, dal disco che Gil incise nel 1977 dopo aver partecipato al festival di musica africana di Lagos, Nigeria. Un disco dedicato alle favelas, tipologia urbanistica e sociale, soprattutto metropolitana, che, come Gil ebbe modo di vedere, non cambiava molto da Lagos a Salvador de Bahia e nel resto del Brasile. Musicalmente, uno dei dischi più “africani” di Gil con forti venature funk. Anche per questo, è considerato un lavoro ponte tra l’Africa e la parte più Nera del Brasile. In questa operazione di rivisitazione, 40 anni dopo, con Gil ci sono il figlio Bem, Chiara Civello, Mayra Andrade e Mestrinho. Gil non è soltanto una leggenda della musica popolare brasiliana, che ha contribuito a portare a livelli artistici di assoluta eccellenza, ma una icona della musica del mondo per aver saputo incrociare le ricchissime tradizioni del suo paese, in particolare quelle di Bahia, con le radici africane da un lato e i nuovi suoni (rock, pop, reggae) dall’altro. Una operazione di “internazionalizzazione” della cultura brasiliana che già negli anni 60, proprio grazie a Gil, Caetano Veloso ed altri, assunse i caratteri estetici e programmatici del Tropicalismo, e che continuò con il forzato esilio, in seguito alla dittatura militare, di Gil, Veloso e altri esponenti di quel movimento nei paesi europei. Una vicenda artistica straordinaria, quella dell’artista baiano (60 dischi, 9 Grammy) ma anche intellettuale e politica: Gil è stato ministro della cultura del Brasile, in Francia gli è stata assegnata la Legion d’Honneur, è stato nominato dall’Unesco Artist for peace e Ambasciatore della FAO. Un personaggio di raro carisma nella scena della musica mondiale. Ad aprire la serata sarà

Menezes, superstar di Bahia Margareth Menezes è una delle personalità più prorompenti della scena brasiliana: cantante, songwriter, danzatrice, attrice, ha vinto premi e riscosso un successo internazionale con dischi e soprattutto tour. È dal vivo infatti che questa esplosiva performer di Bahia dà il meglio di sé. La sua reputazione, a partire dai colleghi e dalla critica specializzata, è grandissima, in Brasile e fuori, e tra i suoi estimatori si è iscritto anche David Byrne, atteso anche lui ad Umbria jazz, che la volle per aprire i concerti del tour promozionale del suo ‘Rei Momo’. La carriera di Margareth è cominciata nei locali di Bahia e naturalmente nei festeggiamenti del Carnevale, di cui la giovane cantante diventò presto una celebrità. Più tardi ha collaborato con altre star della musica brasiliana come Tribalistas, Caetano Veloso, Maria Bethania, Gilberto Gil, Carlinhos Brown. I suoi dischi, in cui mescola axè, samba e mpb con pop, funk, reggae e afrobeat, hanno fatto di lei un’artista di levatura internazionale.

Ofertorio, Veloso e figli Il 15 luglio, l’Arena Santa Giuliana sarà ancora invasa dai colori e dai suoni brasiliani. Caetano e i figli Moreno, Zeca e Tom saranno i protagonisti, ma atteso è anche Stefano Bollani con il progetto ‘Que bom’. Torna quindi a Umbria Jazz Caetano Veloso, e questa volta il suo concerto è molto particolare perché per la prima volta il grande cantautore baiano porta sul palco i suoi tre figli, tutti musicisti di valore. ‘Ofertorio’, questo il titolo del tour, con Caetano, Moreno, Zeca e Tom, permette al pubblico di entrare in una dimensione “privata” e più intima di Caetano. Più che una famiglia di musicisti, forse, dei musicisti di famiglia. «Ho sempre desiderato fare musica con i miei figli in concerto – dice Caetano – e da quando sono piccoli ho sempre amato stargli vicino. Ognuno ha le sue particolarità, è uno». Il concerto sarà l’ultima (per ora) tappa della lunga storia che lega Caetano Veloso a Umbria Jazz. La prima volta fu nel 1993, edizione del ventesimo anniversario del festival. Caetano arrivava a Perugia sulla fresca scia di lavori epocali come Estrangeiro e Circulado. Il successo travolgente, oltre ogni previsione, dei suoi show al teatro Morlacchi fece del cantautore baiano un beniamino del pubblico, aprendo di fatto un filone brasiliano che Umbria Jazz non ha più abbandonato. Veloso a Umbria Jazz è tornato molte volte, anche in duo con Gilberto Gil e di recente con Stefano Bollani. Tutte le volte tra lui e il pubblico si è creato un feeling speciale. Artista di culto come pochi altri, Caetano Veloso è una delle figure centrali della musica popolare del Novecento, non solo brasiliana. Un artista senza tempo che è stato la coscienza critica del suo paese, di cui ha saputo raccontare e interpretare le trasformazioni, ma che continua ancora oggi a commuovere ed emozionare vecchie e nuove generazioni con la sua poesia e la sua voce. Anche se è erede diretto della tradizione del samba e della bossa nova (Joao Gilberto è il suo maestro) Veloso ha costruito, già a partire dalla esperienza del Tropicalismo, un universo musicale variegato in cui confluiscono musica, arte, cinema (una grande passione, soprattutto per i maestri italiani). «Sono l’unico – Caetano così racconta lo show – che suona solo la chitarra. Gli altri alternano vari strumenti. È uno show per famiglie, nato dal mio desiderio di essere felice. Avere figli è la cosa più importante nella mia vita adulta. Quello che ho imparato dalla nascita di Moreno – e confermato con gli arrivi di Zeca e Tom – non ha nome e non ha prezzo. Ma il nostro spettacolo ha anche la responsabilità un repertorio ed una qualità di alto livello. Credo, veramente, che siamo una famiglia di musicisti come se ne vedono poche, c’è un carattere genetico per la musica e siamo tutti musicisti». Veloso ha spiegato che nelle prime conversazioni si pensava di chiamare un piccolo gruppo di musicisti per arricchire gli arrangiamenti: «Ma provando, abbiamo deciso di rimanere da soli sul palco. Il suono sarà acustico e molto semplice».

Bollani carioca Stefano Bollani torna alle sue passioni carioca portando in tour il materiale del suo ultimo disco, per l’appunto dedicato alla musica brasiliana. In ‘Que Bom’ il pianoforte di Bollani si giova del complesso tappeto ritmico di Jorge Helder al contrabbasso, Jurim Moreira alla batteria e di due percussionisti, Armando Marçal e Thiago da Serrinha. Tutti artisti brasiliani molto amati dal pianista milanese e di fama internazionale. Il disco, che è stato interamente registrato a Rio e uscirà in maggio, è composto da brani inediti ed originali. «Ho molta voglia – così Bollani spiega la formula che ha scelto – di farmi circondare dalle percussioni perché il pianoforte fa parte della loro stessa tribù». Il legame tra Stefano Bollani e il Brasile è profondo, come sa bene il pubblico di Umbria Jazz che lo ha visto più volte, tra le tante partecipazioni a festival, con progetti brasiliani. Tutto cominciò nel 2007 con il grande successo dell’album e tour ‘Carioca’ che vendette più di 70.000 copie. Sempre nel 2007 Bollani suonò nella favela di Pereira de Silva per un concerto evento di risonanza mondiale. Prima di lui era entrato a suonare il piano in una favela solo Antonio Carlos Jobim. A Umbria Jazz ha suonato, tra gli altri, con Caetano Veloso, con il virtuoso di bandolim Hamilton de Holanda e con Egberto Gismonti.

Gardot, charme e jazz di classe Il 22 luglio, per il gran finale di Uj, toccherà a Melody Gardot e poi a Gregory Porter e l’omaggio a Nat king Cole con la Umbria jazz orchestra diretta da Vince Mendoza. È la quarta volta di Melody Gardot a Umbria Jazz, che ha seguito fin dagli inizi la carriera di questa raffinata artista. Melody è uno dei talenti più puri emersi negli ultimi anni, e per di più con alcuni tratti non comuni: voce suadente, calda, capace di emozionare e di sedurre, ma non solo. Gardot è pure una straordinaria songwriter ed una band leader capace di dare, anche grazie ad una sapiente scelta dei musicisti e ad originali orchestrazioni, una veste sonora accattivante alle sue canzoni. Chi non l’avesse ancora ascoltata dal vivo può intanto ritrovare questo identikit artistico nel suo recentissimo Live in Europe, il disco dal vivo che le mancava (ma c’è anche un bel video che documenta un suo concerto all’Olympia di Parigi) e che lei ha fortemente voluto, lavorando ad una paziente e puntigliosa scelta delle registrazioni realizzate nei suoi ultimi tour. Nel corso della ancor breve carriera la Gardot ha di volta in volta esercitato le sue doti di compositrice in ambiti diversi che vanno dal jazz al blues, dal r&b agli aromi latini. Uno sguardo, il suo, rivolto a 360 gradi sulla musica del mondo e del suo tempo, senza dimenticare le tradizioni e le radici. La stessa musica che l’ha salvata, in un lunghissimo ricovero ospedaliero, dai gravi danni causati dall’ investimento di un suv mentre andava in bicicletta. Dapprima terapia, la musica è cosi diventata la passione della vita e infine lavoro. I suoi cinque cd, più alcuni singoli ed ep ed ancor più le esibizioni live documentano un’artista elegante e coinvolgente nello stesso tempo.

Porter con la Uj orchestra Gregory Porter presenta dal vivo il suo omaggio a Nat King Cole, oggetto del suo più recente disco (il quinto in studio) uscito qualche mese fa per Blue Note. Un tributo sentito e fortemente voluto, perché il grande crooner è stato uno dei primi ispiratori di Porter, complici i dischi che la madre gli faceva ascoltare da piccolo. Per Porter, però, Nat King Cole è stato non soltanto una influenza musicale ma anche una specie di figura paterna. Il concerto perugino ripete la formula del disco e quindi si giova – unica data italiana – di una orchestra arrangiata e diretta da Vince Mendoza, vero specialista della materia (ha vinto cinque Grammy Award). Per Porter tornare a Umbria Jazz è sempre un fatto speciale perché il festival umbro è stato tra i primi a riconoscere il talento del cantante californiano. Il suo esordio fu a Umbria Jazz Winter 20 come resident artist per l’intera manifestazione. Porter era stato preceduto dagli apprezzamenti della critica americana che lo aveva definito il più sensazionale cantante jazz, soul, blues emerso negli ultimi anni. A partire dal primo disco, Water, che fu un clamoroso successo, Gregory Porter si è guadagnato cinque nomination e due vittorie ai Grammy. Negli ultimi cinque anni è stato più volte a Perugia, in una occasione come ospite vocale della Lincoln Jazz Orchestra diretta da Wynton Marsalis. Voce potente e melodica, le sue radici sono ben piantate nelle migliori tradizioni del jazz e della musica Nera. L’orchestra che dirigerà Mendoza si basa sul nucleo di giovani musicisti che ha dato vita alla Umbria Jazz Orchestra, più altri fiati ed una sezione d’archi. Complessivamente, una sessantina di musicisti sul palco. L’Umbria Jazz Orchestra ha già fornito ottime prove lavorando in precedenti edizioni del festival con Kurt Elling, Ryan Truesdell e Wayne Shorter. Il suo prossimo impegno sarà la rivisitazione delle canzoni dei Beatles arrangiate da Gil Goldstein, in programma a Terni per Umbria Jazz Spring.

Una replica a “Umbria jazz, il cartellone dell’Arena si colora di suoni carioca: Gil, Veloso, Bollani e la Menezes all’esordio”

  1. Alessio ha detto:

    è lo stesso di 20 anni fa…bollani? aaaaaaaaaahahahah
    questi compagni

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