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mercoledì 19 maggio - Aggiornato alle 04:15

Uj14, a Palazzo della Penna tra sperimentazione e ricerca: nel week end torna Young Jazz

di Lucia Caruso

Tornano per il secondo week end di Umbria Jazz i concerti targati Young Jazz che mettono sotto i riflettori della kermesse le giovani promesse italiane e internazionali. Il festival perugino e quello folignate sono insieme anche quest’anno accomunati dall’esigenza di dare spazio alla ricerca e alla sperimentazione del jazz contemporaneo, lavorando alla scoperta di talenti sempre nuovi. La location, già sperimentata lo scorso anno con grande successo, resta Palazzo della Penna, ormai divenuto la casa della creatività del capoluogo umbro, che mette a disposizione per i live set la Corte, la Sala Nera e la Strada Romana.

I concerti dello scorso week end hanno visto alternarsi vari artisti emergenti quali Slivovitz, Giovanni Di Domenico, Cristiano Arcelli, Fabrizio Puglisi, Eraserheads. Per questo fine settimana la programmazione prevede le esibizioni di Simone Graziano con Frontal  (18 luglio, ore 18.30), Alfonso Santimone (19 luglio, ore 12), Piero Bittolo Bon & His Original Pigneto Stompers con Jamaaladeen Tacuma (19 luglio, ore 18.30), Dan Kinzelman con Ghost (19 luglio, ore 24), Colin Stetson (20 luglio, ore 12).

Di seguito le schede degli artisti che si esibiranno questo week end

SIMONE GRAZIANO FRONTAL FEAT. DAVID BINNEY
David Binney : Sax Alto, Live electronics
Dan Kinzelman: Sax Tenore,
Simone Graziano: Pianoforte, Composizioni
Gabriele Evangelista: Contrabbasso
Stefano Tamborrino: Batteria

“Frontal” è il nuovo disco di Simone Graziano. Uscito per Auand Records nel maggio 2013, è stato subito acclamato dalla critica specializzata come ‘una tra le migliori produzioni del 2013’. Ma Frontal è prima di tutto un gruppo. Composto da alcuni tra i migliori talenti del jazz italiano (Gabriele Evangelista al contrabbasso, Stefano Tamborrino alla batteria), presenta una front line davvero eccezionale: il newyorkese David Binney al sax alto, considerato tra i più creativi e importanti sassofonisti al mondo, sta influenzando intere generazione di musicisti; Dan Kinzelman al sax tenore, americano naturalizzato in Italia, voce originalissima del sassofono contemporaneo che è subentrato a Chris Speed, il cui sassofono tenore ha arricchito la registrazione in studio accanto a Binney.

ALFONSO SANTIMONE piano solo
“Sono sempre piuttosto restio a definirmi come “pianista”. Forse perchè ho la sensazione di essere ancora molto lontano dal pieno controllo dello strumento che più incarna tutta la cultura musicale cosiddetta (con una locuzione non felicissima) eurocolta”. Così si definisce Santimone, forse perchè al contrario di tanti suoi colleghi non viene dalla frequentazione del vastissimo repertorio pianistico europeo, ma ci è arrivato in un secondo momento per soddisfare le sue curiosità soprattutto compositive partendo dalla irrefrenabile passione per il jazz e la pratica dell’improvvisazione. “In sintesi penso a me stesso come a un improvvisatore e compositore che “usa” il pianoforte. La performance solistica mi permette di navigare in tutti i mari sonori che amo: l’improvvisazione libera, la composizione, la passione per le musiche scritte del novecento europeo e americano, la tradizione del jazz, l’elettronica, le musiche delle tradizioni popolari, etc… Ma ciò che soprattutto mi muove è il tentativo di definire sempre più la mia voce personale alla ricerca di un’emozione autentica da poter dividere con i miei compagni di viaggio siano essi al mio fianco a far nascere il suono o davanti a me, in ascolto, a farlo rinascere come nuovo”.

PIERO BITTOLO BON & HIS ORIGINAL PIGNETO STOMPERS FEAT. JAMAALADEEN TACUMA
P.Bittolo Bon: alto and baritone sax, electronics
Simone Massaron: guitars
Jamaaladeen Tacuma: electric bass
Massimiliano Sorrentini & Federico Scettri: drums

Piero Bittolo Bon è uno dei musicisti più interessanti ed originali del panorama jazzistico italiano. Polistrumentista (con predilezione per il sax alto) dalle molteplici influenze, propone una musica appassionata e vibrante, che risuona degli echi del migliore free jazz e della “fire music”, incentrata su improvvisazioni torride, un suono dirompente e continue invenzioni, misura dopo misura. Con gli Original Pigneto Stompers, dopo il successo dell’album “MUCHO ACUSTICA” edito da Long Song Records, proporrà una inedita suite composta appositamente per questo concerto.

DAN KINZELMAN “GHOST”
Dan Kinzelman: strumenti vari
Manuele Morbidini: strumenti vari
Mirco Rubegni: strumenti vari
Rossano Emili: strumenti vari

Quartetto di fiati e percussioni che si sottrae ai generi, Dan Kinzelman’s Ghost mischia con irriverenza musica da camera, musica contemporanea, free jazz, ritmi africani e minimalismo orchestrale con elementi tratti da musiche etniche di tutto il mondo e dalla tradizione bandistica. Il risultato è una rete complessa e stratificata in cui il contrasto e la decontestualizzazione rivelano aspetti sorprendenti in mondi musicali che si ritenevano sinora familiari. La particolarità forte di questo progetto si trova forse nella ricerca estrema del contrasto: un’attenzione ossessiva al dettaglio abbinato ad una propensione nell’abbandonarsi all’inaspettato, un’elevazione del connubio suono-silenzio fino a farli diventare elementi autonomi musicali e un’estensione dinamica che fa paura sono i tratti salienti di Dan Kinzelman’s Ghost. Vedere un loro concerto potrebbe cambiare il modo in cui si pensa alla musica da camera, al jazz e alla stessa esperienza di ascoltare musica dal vivo.

COLIN STETSON solo
Il respiro, il soffio vitale che Colin Stetson dona al suo sassofono basso ritorna per completare la trilogia del terrorismo sonoro (la “New History Warfare”) che ancora stordisce e stupisce gli amanti del jazz e dell’avanguardia: alcuni sono infatti increduli che tale meravigliosa dissonanza possa affascinare anche un popolo di fruitori meno colti e avventurosi. Ma il musicista statunitense, in verità, insegue una bellezza pura, che trascende i linguaggi convenzionali e punta direttamente alle viscere della musica, coinvolgendo emozioni inesplorate e ancestrali che sono rimaste sopite da una coltre di musica coerente e superflua.

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