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sabato 8 maggio - Aggiornato alle 00:46

Rubato il sax a uno dei musicisti che si è esibito a UJ: parte la raccolta fondi online. Come partecipare

Dan Kinzelman si è esibito con il suo progetto «Ghost» e anche con la UJ Orchestra. Furto è avvenuto il 7 a bordo di un treno

Kinzelman, a sinistra, con i musicisti del progetto Ghost durante il concerto alla Podiani

di Daniele Bovi

Oltre duemila euro in quattro giorni, ma ne servono ancora quasi tremila. Il 7 luglio scorso il sassofonista Dan Kinzelman stava viaggiando in treno fra Bolzano e Siena quando gli è stato rubato il sax tenore, un Selmer Mark VI del 1961, al quale ovviamente era molto affezionato. Un grosso problema, dato che il musicista era atteso pochi giorni dopo a Umbria Jazz, dove ha tenuto il 19 un concerto alla Sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria. Risolto il problema dello strumento almeno per quanto riguarda il concerto, il 20 Kinzelman, che è membro anche dell’Umbria jazz orchestra, ha deciso di lanciare sulla piattaforma Gofundme.com una raccolta fondi così da poter ricomprare un sax: un’iniziativa che sta dando i suoi frutti dato che in quattro giorni 50 persone hanno partecipato donando, per ora, di 2.185 euro. Il musicista americano, classe 1981, da molti anni risiede in Umbria dove ha collaborato, tra gli altri, con Enrico Rava, Stefano Battaglia, Mauro Ottolini e il folignate Giovanni Guidi, con il quale ha lavorato anche per realizzare il festival Young jazz.

Il concerto del 19 «Uno dei suoi progetti più interessanti e meno convenzionali – spiegava l’organizzazione di Umbria Jazz presentando il concerto del 19 luglio – è Ghost, che consiste in un ensemble cameristico di quattro fiati: una tromba (Mirco Rubegni) e tre sassofoni e clarinetti (lo stesso Kinzelman, Manuele Morbidini e Rossano Emili) più percussioni. Ghost è attivo da sei anni, ha già inciso un disco e ne sta progettando un altro. Il repertorio è in gran parte originale (per lo più di Kinzelman) o deriva da generi spesso lontani del jazz, almeno come si intende il jazz nella sua accezione più purista. È una musica, quella di Ghost, scritta ma aperta all’ improvvisazione. Il quartetto di fiati e percussioni, già a partire dal suo organico, si sottrae ai generi e mescola spregiudicatamente avanguardia, echi di free Jazz, camerismo, minimalismo, musiche etniche di varia provenienza, musica da banda».

Twitter @DanieleBovi

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