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mercoledì 19 maggio - Aggiornato alle 05:17

Per Uj «è record»: in attesa dei numeri ufficiali il festival chiude con l’imprevedibile Lauryn Hill

Si prevedono 41mila paganti. Curiosità e possibile scaletta per l’amata interprete della black music. Domenica c’è anche l’improvvisata accoppiata Patitucci-McBride

Lauryn Hill

di Danilo Nardoni

Tutto pronto per il gran finale di Umbria Jazz, nell’edizione che si profila sempre più all’orizzonte come quella da record. Domenica, oltre ad essere il giorno di Ms Lauryn Hill, è anche la giornata della conferenza stampa di bilancio. Secondo le prime indiscrezioni, l’edizione 2019 sembra proprio avviarsi verso quanto già si pensava prima dell’avvio del festival, alla luce delle sole prevendite. Si parla già infatti di una media che si avvicina ai 4 mila paganti al giorno, per i dieci totali del festival e quindi 40 mila i biglietti staccati, oltre che di sfiorare le 500 mila presenze in città. Bisognerà però attendere l’incontro con i giornalisti di Pagnotta e soci per i numeri ufficiali. Domenica a Perugia è quindi in programma l’ultima giornata di appuntamenti con la consolidata formula della kermesse musicale che si ripeterà ancora una volta. In Galleria nazionale dell’Umbria il cartellone di nicchia arriva a conclusione con l’atteso doppio concerto di John Patitucci e ospiti speciali; al Teatro Morlacchi, luogo per il jazz più puro nelle sue varie ramificazioni ed eterogenee espressioni, toccherà all’accoppiata Mauro Ottolini (sabato pomeriggio alla sala Podiani ha ancora una volta stupito grazie alla sua originalità con una performance di musica per conchiglie) e Fabrizio Bosso; il palco principale dell’Arena Santa Giuliana riservato ai big avrà invece come protagonisti i due set finali di Christian McBride e Lauryn Hill. Senza dimenticare i concerti gratuiti nei due palchi del centro storico.

Oltre 40 mila paganti Sabato mattina, durante l’ultima puntata di Jazz4Breakfast, il direttore generale di Umbria Jazz Giampiero Rasimelli ha anticipato ad Umbria24 alcuni primi numeri, oltre che considerazioni a bilancio di questa edizione del festival. «Il mio pronostico finale – ha detto – è di 41 mila paganti. Non so se sarà vero ma stiamo andando verso un approdo del genere. Tutto questo non è poco perché abbiamo avuto una profonda crisi nell’anno dopo il terremoto e riprendere con due consecutivi record, quello dello scorso anno con 35 mila e quest’anno sopra i 40 mila, credo che sia un fatto che deve destare attenzione». Un risultato non casuale però per Rasimelli: «Abbiamo aumentato l’investimento, sulla qualità artistica e sulla comunicazione, invece di mettere la testa sotto la sabbia per non sentire i colpi di una stagione che subiva il post terremoto». Per Umbria Jazz poi, ancora secondo il direttore generale, «c’è stata una volontà di avere un rapporto diverso con i bambini, grazie a Uj4Kids, e con il pubblico in generale». «Avere Rtl 102.5 come media partner, la prima radio nazionale e lontana dalla tradizione jazzistica italiana e dall’intimo della storia di Uj con l’obiettivo di allargare e provocare il pubblico, per aumentare il range di attenzione attorno al brand Umbria Jazz e quindi Umbria, è stata una scelta importante». Importante così come il fatto di «aver ritrovato profondi legami con la gente della città, con i bambini nell’esperienza fatta in via della Viola con un quartiere travolto dal jazz, ma anche con i malati portando la musica anche in ospedale». «Una serie di fatti – ha proseguito Rasimelli – che hanno dato il segno di una storia che ora dobbiamo cercare di far continuare mantenendo un livello di offerta artistica molto alto e sviluppando ancora rapporti con i commercianti di Perugia. Dopo anni di difficoltà c’è stata quest’anno una spinta innovativa seria». A detta di Rasimelli «ci sarà un perché la Galleria nazionale aumenta del 40% gli ingressi cosi come gli altri musei, il minimetro del 70% la sua frequenza». «C’è una risorsa città che va individuata e coltivata con intelligenza – ha concluso – perché Uj è brand internazionale e la presenza dei tanti stranieri anche quest’anno si commenta da sola. Nel 2020 avremo una annata internazionale intensa – ha poi anticipato – con Pagnotta che sta già pensando al programma dell’edizione estiva 2020».

L’imprevedibile Hill Il main stage dell’Arena di quest’anno avrà il suo atto conclusivo quindi con Lauryn Hill, che chiuderà la serata dell’accoppiata con McBride. A Perugia arriverà pertanto una delle personalità artistiche della scena internazionale dell’R&B che hanno maggiormente caratterizzato il passaggio del millennio. Bisognerà però fare i conti con la sua imprevedibilità. Una delle personalità più complete, ma anche complesse, dell’intero mondo della musica black. Ms Hill un po’ anche regina del gossip e dalle disavventure, di quelle però lontane dal music business. Ultimamente sembra essere un po’ troppo insoddisfatta di tutto quello che la circonda. Tutti per prima cosa si chiedono se inizierà il suo concerto ad Umbria Jazz all’orario stabilito da programma. Domanda legittima visto che in recenti precedenti esibizioni, non ultimo il live al Montreux festival, ha rinviato e di non poco l’inizio dello spettacolo per non noti motivi specifici. Anche se è dal vivo che regala sempre l’ebbrezza del non certo, sembra poi che al suo arrivo a Perugia in programma sabato abbia fatto richiesta all’Hotel Brufani di alcune particolarità e cose specifiche: tre stanze per due persone, lei e la manager, e una make-up artist a disposizione per 12 ore.

Scaletta Questa la possibile scaletta di canzoni per il concerto di Lauryn Hill, artista che negli anni ’90 si conquistò una reputazione nel mondo della musica come unica componente femminile del trio The Fugees, campione di vendite di dischi secondo solo a Michael Jackson: Lost Ones, Everything Is Everything, Superstar, Final Hour, Forgive Them Father, Ex-Factor, Can’t Take My Eyes Off You, To Zion, The Miseducation of Lauryn Hill, Doo Wop (That Thing). Con un finale tutto targato Fugees – ai quali ancora si riconosce il merito di aver portato ai massimi livelli artistici un genere come l’hip hop, anche coniugandolo con soul, reggae e ritmi caraibici – con brani come ‘Killing Me Softly With His Song’, ‘Fu-Gee-La’ e ‘Ready or Not’.

Patitucci e McBride? Anche per l’ultima giornata di festival viene confermata l’alta qualità dei concerti proposti finora, come un cartellone nel cartellone, nella sezione alla Galleria nazionale dell’Umbria. Da non perdere quindi il doppio live con John Patitucci, uno dei più grandi ed eclettici contrabbassisti dei nostri tempi. Quest’anno presenta ad Umbria Jazz un recital rarissimo di solo contrabbasso (ore 12). Ad impreziosire la performance pomeridiana ci saranno invece “interventi” di Danilo Rea al pianoforte e Roberto Gatto alla batteria. Si vociferano anche belle “sorprese”, come l’arrivo sul palco di Christian McBride per riformare una coppia che Umbria Jazz aveva già proposto in passato e per un incontro tra contrabbassisti che si preannuncia ancora memorabile. Proprio quel McBride, una delle personalità più stimate e influenti della musica americana, che in serata aprirà proprio la notte all’Arena con la Hill. Impressiona il fatto che, a 47 anni, abbia partecipato alla registrazione di più di 300 dischi di ogni genere. Significa che di questo straordinario musicista, a suo agio sia con il contrabbasso che con il basso elettrico, si riconosce e si ammira la tecnica mostruosa e la flessibilità, ma soprattutto quella naturale musicalità che fa sembrare facili cose invece difficilissime.

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